Economia

Qualità della vita: in Romagna per il Sole 24 Ore primeggia Ravenna

L'annuale classifica premia la città dei mosaici, all'undicesimo posto nazionale. Risale Rimini (ventesima). La provincia di Forlì-Cesena perde posizioni ma tiene un buon 25esimo gradino

Monumenti aperti per Ravenna bella di sera

Il complesso monumentale San Vitale - Galla Placidia a Ravenna

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17/dicembre/2018 - h. 13.26

ROMAGNA - Se le città romagnole erano uscite piuttosto male dalla classifica del benessere pubblicata da Italia Oggi il mese scorso, ora la classifica della Qualità della Vita del Sole 24 Ore le premia. Ravenna fa un balzo in avanti di dodici posizione e guadagna l'11esimo posto, con il primato sul fronte della velocità dei processi. Bene anche Rimini, trainata dal settore culturale, che sale di sette gradini ed arriva al 20esimo posto. A perdere posizioni è invece Forlì-Cesena: onorevole 25esimo posto ma ben sette gradini più in basso dello scorso anno. Entra nela top ten Bologna, settima (era 14esima nel 2017) che è la città migliore dell'Emilia-Romagna. Seconda è, appunto, Ravenna. 

La 29esima edizione è vinta da Milano. Il capoluogo lombardo non aeva mai raggiunto il primo posto.  La provincia si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016. Quest'anno batte Bolzano e Aosta. 

Come ogni anno l’indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all’ultimo anno appena trascorso. 

In coda alla graduatoria, invece, si ritrova Vibo Valentia. È la quarta volta che compare sul fondo, circondato da numerose città del Sud. La città è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani. In controtendenza i risultati della città sul fronte del turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l’affitto di case.

 Resta stabile la qualità della vita nella Capitale. Roma si piazza al 21° posto, in linea con l’anno precedente (24° posto) in cui il numero di province saliva da 107 a 110. La ricchezza viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d’Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti fotografata dall’elevata percentuale di impieghi sui depositi. Pesano purtroppo sulla città il numero dei protesti pro capite, l’indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.