Ravenna

Visioni d'eterno, tornano le splendide proiezioni sui monumenti di Ravenna

Dal 21 dicembre al 6 gennaio: Ravenna in Luce. Il Dono dell’Imperatrice è il titolo del videomapping 3D che sarà a San Vitale dalle 18 alle 22

Visioni d'eterno, tornano le splendide proiezioni sui monumenti di Ravenna
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18/dicembre/2018 - h. 14.18

RAVENNA - Durante le festività natalizie è in programma l’ultimo appuntamento del progetto Visioni di Eterno, dedicato alla valorizzazione in chiave contemporanea degli otto monumenti Unesco, nell’ambito della rassegna di videoproiezioni Ravenna in Luce. Il Dono dell’Imperatrice è il titolo del videomapping 3D che quest’anno animerà la basilica di San Vitale. Le proiezioni avranno luogo tutte le sere dal 21 dicembre al 6 gennaio, dalle 18 alle 22.

Visioni di Eterno è un progetto ideato dall’artista visivo Andrea Bernabini – Neo Visual Project. Questo il suo staff dall’inizio del progetto: Sara Caliumi e Roberto Costantino per il Visual 3D; Davide Lavia ha curato la colonna sonora. Il pezzo Agnus Dei è di Luisa Cottifogli e Gabriele Bombardini.

“L’unicità del patrimonio di Ravenna si presenta anche quest’anno – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini – con Visioni di Eterno® che sulla basilica di San Vitale trova il suo compimento e sarà una forte attrazione turistica nel programma delle festività. Tra le visioni dell'opera di videomapping apprezzeremo un omaggio all’ispirazione che Klimt trasse dai mosaici di Ravenna, per il quale vogliamo ringraziare la Neue Galerie di New York, dove è esposta una delle opere protagoniste di Il Dono dell’Imperatrice”. 

L’Archidiocesi di Ravenna-Cervia e l’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna, dopo le positive esperienze degli anni passati, ringraziano per la collaborazione nella realizzazione di questa nuova edizione del progetto Visioni di Eterno, che consente di apprezzare, con la suggestione delle videoproiezioni e con uno sguardo diverso, il patrimonio musivo custodito all’interno della basilica di San Vitale.   I mosaici della basilica sono stati descritti da Giacomo Lercaro, arcivescovo di Ravenna dal 1947 al 1952, con queste parole: “Sul mio capo, in alto lassù nella volta, dove al centro l’agnello immolato richiamava Cristo, sembravami cantasse tutto quel prodigioso arabesco di fiori, di volute, di uccelli policromi che pare vogliano riassumere il creato”.