Sanità

Il Maria Cecilia Hospital potrebbe essere il primo Irccs privato della regione

L'ospedale di Cotignola ha ottenuto il sì dell'aula. Ora gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico diventeranno sei. Ora serve l'okay ministeriale

Il Maria Cecilia Hospital potrebbe essere il primo Irccs privato della regione

Il Maria Cecilia Hospital

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18/dicembre/2018 - h. 17.21

RAVENNA - Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola probabilmente diventerà il primo Irccs privato della regione. L'ospedale, centro di eccellenza per le malattie cardiovascolari, è uno dei due nuovi  Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. L'altro è l'azienda ospedaliero-universitaria di Bologna. La proposta della giunta regionale è stata approvata oggi in aula. La discussione ha visto però le critiche del Movimento 5 Stelle, che a livello nazionale controlla il ministero della Salute, ora chiamato ad esprimersi in merito. Insomma: il percorso oggi ha avuto un importante primo passo ma resta ancora un po' di strada da fare. 

In Italia, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico attualmente riconosciuti dal Ministero della Salute sono in totale 49 dei quali 21 di diritto pubblico e 28 di diritto privato ed effettuano una ricerca che deve trovare necessariamente sbocco in applicazioni terapeutiche negli ospedali. Il riconoscimento Irccs porta ad un finanziamento da parte del ministero della Salute. In totale nel 2017 sono stati erogati 150 milioni ai vari istituti. La fetta più consistente è andata al San Raffaele di Milano (13,2 milioni di euro). All'Irst di Meldola sono andati invece 2,9 milioni di euro. 

Dopo il pronunciamento favorevole dell’Assemblea legislativa, Policlinico Sant’Orsola e Maria Cecilia Hospital presenteranno domanda di riconoscimento alla Giunta regionale che, dopo la verifica dei requisiti, invierà la documentazione al ministero della Salute per la procedura di riconoscimento. Una volta che saranno stati riconosciuti ufficialmente, i due Irccs si aggiungeranno ai quattro già presenti in Emilia-Romagna: Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna, Istituto delle scienze neurologiche di Bologna (Ospedale Bellaria, all'interno dell'Azienda Usl di Bologna), Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (all'interno della nuova Azienda Usl di Reggio Emilia), e Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (Irst).

L’ospedale privato accreditato Maria Cecilia Hospital di Cotignola è centro “Hub” per le attività cardiochirurgiche dell’Ausl della Romagna, che rappresenta a sua volta l’azienda territoriale di maggiori dimensioni dell’Emilia-Romagna (la popolazione di riferimento supera il milione di abitanti). Negli ultimi dieci anni, il Maria Cecilia Hospital ha sviluppato attività di ricerca di base e traslazionale, con il coinvolgimento di Atenei regionali e dei professionisti attivi nell’ambito della rete cardiologica romagnola. L’impulso alla ricerca ha potuto contare su un’organizzazione dedicata e laboratori di ricerca all’avanguardia, e rappresenta un ulteriore elemento di coerenza con la programmazione regionale.

Una volta che saranno stati riconosciuti ufficialmente, i due Irccs si aggiungeranno ai quattro già presenti in Emilia-Romagna: Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna, Istituto delle scienze neurologiche di Bologna (Ospedale Bellaria, all'interno dell'Azienda Usl di Bologna), Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (all'interno della nuova Azienda Usl di Reggio Emilia), e Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (Irst).

Le parole dell'assessore

“Una scelta che avviene in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale- ha sottolineato l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, prendendo la parola in Aula-. Gli Irccs coniugano istituzionalmente attività di ricerca, clinica e sperimentale, e prestazioni assistenziali di altissima qualità: queste due nuove realtà, che portano a sei il numero di Irccs nella nostra regione, ci consentiranno di elevare ancora di più la qualità dei servizi e delle prestazioni per i cittadini e di aumentare l’occupazione qualificata. Parliamo poi di strutture che saranno altamente competitive nella corsa ai finanziamenti statali, che potranno quindi beneficiare di importanti fondi per lo sviluppo della ricerca scientifica e che sapranno trasferire nell’immediato le proprie conoscenze a beneficio della collettività”.

“Per la prima volta, questa Regione dà parere favorevole a un Irccs a carattere privato- ha aggiunto Venturi-. Siamo una delle pochissime Regioni ad avere solo Irccs pubblici o a controllo pubblico. Voglio però ricordare che, da circa diciott’anni, il Maria Cecilia per la cardiochirurgia è Hub per tutta la Romagna. Hub privato; ma qui- ha ribadito l’assessore, da noi, in sanità il privato opera secondo le regole del pubblico. Secondo regole coerenti con la programmazione e il sistema del controllo regionale”.

La discussione in aula

Va detto che sull'apertura al privato ci sono state diverse perplessità da parte dell'opposizione. Il progetto è passato con i soli voti del Pd che però, con il capogruppo Paolo Calvano, ha sollecitato  il governo regionale, relativamente al progetto ravennate, a richiedere a Cotignola “di dettagliare l’ambito nel quale viene concentrata l’attività di ricerca, di individuare gli effetti della ricerca in termini di trasferimento di conoscenze e di stabilizzare e ampliare l’organigramma dei ricercatori”. Sulla stessa linea il compagno dipartito Paolo Zoffoli (Pd), che ha spiegato che “per andare avanti il progetto di Cotignola deve essere collegato alla programmazione regionale e a quella dell’Ausl Romagna, deve sostenere l’impiego di figure professionali adeguate che favoriscano, relativamente alla ricerca, una ricaduta positiva per l’intero sistema sanitario regionale e non deve sottrarre risorse al pubblico”. In Emilia-Romagna, ha concluso “arriveranno più fondi per la ricerca”. Per Stefano Caliandro (Pd) “anche i privati possono fare buona ricerca, di qualità, nell’interesse del pubblico, non abbiamo pregiudizi”.

Molto critico il Movimento Cinque Stelle e la sinistra. Per il consigliere Andrea Bertani “l’apertura ai privati arriva senza una discussione approfondita”. Sul progetto di Cotignola ha quindi chiesto il parere della conferenza territoriale sociale e sanitaria, per poi ritornare in Assemblea per un nuovo voto. Finanziare i privati, ha concluso, “significa indebolire il pubblico”. Anche per Silvia Piccinini (M5s) “la proposta di Cotignola presenta delle criticità”. Non vorremmo, ha rimarcato, “che il progetto ravennate causi rallentamenti all’iter del Sant’Orsola, che invece deve andare avanti spedito”. 

Anche Igor Taruffi (Si) ha manifestato contrarietà al progetto ravennate, parlando di “differenze tra pubblico e privato”. L’Emilia-Romagna, ha concluso, “non deve diventare come la Lombardia, il sistema pubblico deve avere la priorità”. Dello stesso parere Silvia Prodi (Misto): “I fondi pubblici destinati alla ricerca devono andare al sistema pubblico”.

Sul fronte del centrodestra, l'imolese Daniele Marchetti (Lega nord) si è espresso positivamente sui “percorsi di integrazione tra pubblico e privato”. Guardiamo, ha concluso “all’utilità delle scelte, senza preclusioni verso il privato”. Per Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia) “la programmazione sanitaria senza l’apporto di strutture private non è più possibile: utile andare in questa direzione”. Sulla stessa linea Andrea Galli di Forza Italia, “fuori tempo e ideologica la distinzione tra privato e pubblico”.

Il progetto bolognese ha ottenuto il sì dell’Assemblea con voto favorevole da Pd, M5s, Si, Silvia Prodi del Misto, astenuti Ln, Fi, Fdi e Misto-Mns. Mentre quello ravennate ha ottenuto il sì dal Pd. Contrari M5s, Si e Prodi, astenuti Ln, Fi, Fdi e Misto-Mns.