Forlì

Incubo di Natale per una 29enne incinta: il compagno la picchia con cacciavite e pinza, poi la strangola. Salvata dai carabinieri

Da due anni il fidanzato la vessava e la minacciava di ucciderla nel caso avesse raccontato qualcosa ai genitori o alle forze dell'ordine. La sensibilità di medici e le indagini dell'Arma la tirano fuori dalla spirale di violenza

Incubo di Natale per una 29enne incinta: il compagno la picchia con cacciavite e pinza, poi la strangola. Salvata dai carabinieri
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27/dicembre/2018 - h. 12.49

FORLì - L'ha picchiata, torturata e poi è stato ben attento a fare in modo che lei non raccontasse nulla ai genitori e alle forze dell'ordine. Il caso è comunque stato scoperto dai carabinieri grazie alla segnalazione del medico di turno dell'ospedale Morgagni Pierantoni che ha avvertito l'Arma. La ragazza, 29enne, era insieme al fidanzato, un coetaneo marocchino. Le ferite erano state spiegate dalla giovane nel più classico dei modi: caduta a terra e lesioni accidentali. Nulla, però, di quei lividi coincideva con quella dinamica. E ai medici non tornava nemmeno la presenza del fidanzato a tutte le visite della giovane, peraltro incinta. 

Così i carabinieri l'hanno ascoltata ed è emersa la verità: la ventinovenne era vittima di continue violenze fisiche da due anni, condite da intimidazioni.  Mercoledì scorso, la ragazza, dopo essere rientrata a casa da una passeggiata, atteso che non aveva risposto alle telefonate dell’uomo, ha ricevuto la visita di quest’ultimo. L’uomo, dopo avere convinto la donna ad uscire con un pretesto, l'ha condota in auto in una strada buia ed isolata, incolpando qui la ragazza di esserle stata infedele. 

All’ennesima negazione della donna, dopo averla schiaffeggiata a più riprese, utilizzando un cacciavite, il suo aguzzino l'ha colpita in più parti del corpo, provocandogli numerose ferite lacero contuse agli arti interiori e superiori nonché al volto. Non pago di tale violenza, ha tentato poi di strangolarla con un laccio fino a farla  addirittura svenire più volte. Nel riprendere conoscenza, poco dopo, l’uomo nuovamente ha inveitocon violenza con la ragazza colpendola in testa con una pinza in ferro e provocandole una ferit sul cuoio capelluto.

Dopo l’aggressione fisica, per evitare che i genitori della ragazza potessero notare le lesioni provocate,ha condotta la stessa in un albergo nel forlivese dove la ragazza si è vista costretta a rimanere con lui nel timore che lo stesso potesse portare a termine le continue e rimarcate minacce di morte, privandola nel contempo del proprio telefono cellulare per impedirle di richiedere aiuto. Nella struttura ricettiva montana la coppia è rimasta per due giorni, per poi spostarsi presso una una struttura ricettiva di Forli, dove è stato  replicato il medesimo copione minatorio. Nella giornata di sabato scorso, viste le condizioni fisiche precarie della ragazza ed in ragione del  fatto che il polso destro, era gravemente offeso e dolente, l’uomo è stato costretto ad accompagnarla in pronto soccorso a Forli, ma non prima di averle imposto di non rivelare a nessuno, soprattutto ai medici, l’origine di quelle lesioni, minacciandola che se non avesse mantenuto il segreto l’avrebbe uccisa.

Le investigazioni condotte dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno fatto emergere che le condotte violente dell’uomo, come già detto, andavano in realtà avanti da circa due anni. Per le aggressioni subite, la donna non aveva mai prima sporto denuncia e mai prima si era rivolta alle forze dell’ordine.

La sera dell’intervento l'Arma ha rinvenuto importanti elementi probatori a pieno supporto delle dichiarazioni rese dalla donna: la macchina dell’uomo, sottoposta a perquisizione, ha consentito di rinvenire il cacciavite utilizzato per torturare la ragazza, le pinze utilizzate per colpirla, nonché  un grosso coltello con lama lunga venti centimetri. All’interno dell’abitacolo della vettura sono state altresì rinvenute copiose macchie ematiche, compatibili con la dinamica dell’aggressione, nonché alcune ciocche di capelli riconducibili alla donna. L’autovettura è stato sequestrata.

La donna era oltretutto in stato di gravidanza. A causa delle gravi lesioni subite, refertate in 40 giorni è stata ricoverata in ospedale per ricevere le cure necessarie. Dopo la sua dimissione, la giovane è stata collocata in una casa protetta a cura dei servizi sociali – centro donna del Comune di Forlì, opportunamente allertati dal personale dell’Arma.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni pluriaggravate, porto abusivo di oggetti atti ad offendere per essere poi portatoo in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto presso il carcere di Forlì. L'arresto è stato convalidato e il 29enne resterà in carcere fino al processo.