Il bilancio

Annuario 2018: dodici mesi di Romagna in pillole

L'anno è giunto al traguardo. Ripercorriamolo insieme attraverso i momenti che non dimenticheremo facilmente

Ironman 2018 - medaglie

Le medaglie per chi ha tagliato il traguardo all'Ironman

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31/dicembre/2018 - h. 10.14

La prima notizia rilevante per il territorio romagnolo nel 2018 è la chiusura della discarica di Imola. O, per dirla meglio, la sentenza che dichiara illegittimo l'ampliamento della discarica da parte del Tar (si è in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato) decisa dalla giunta Manca. Una decisione che impatta sulla gestione dei rifiuti di tutta la Regione: parte del pattume destinato alla Tre Monti viene dirottato su Forlì i cui Comuni, nel frattempo, hanno peraltro abbandonato Hera dando vita ad una nuova società in house: Alea, che nei primi 12 mesi di vita ha avuto un periodo di rodaggio ma che nel 2019 entrerà in una fase decisiva per capire se la scelta di staccarsi dalla multiutility sia stata o meno saggia.

Nonostante cominci con i rifiuti, il 2018 non è però stato un anno da buttare. Rimanendo a Forlì, sull'economia, arrivano buone notizie come l'aggiudicazione del bando dell'aeroporto Ridolfi da parte di una cordata tutta romagnola. L'anno che sta arrivando sarà quello dei primi voli, peccato che nel frattempo una frana sull'argine della Ravegnana, tragica perché ha causato la morte del tecnico Daniele Zavatta, abbia comportato una grossa difficoltà di collegamenti tra Forlì e Ravenna, la città dove due importanti imprese hanno invesito sul Ridolfi. Una è il gruppo Villa Maria, che si avvia a diventare Irccs, l'altra è la Cmc che ha invece chiuso l'anno peggiore della sua storia recente con una richiesta di concordato impensabile solo qualche mese fa. Inevitabile, se si parla di imprenditori, ricordare le vicende che hanno portato Confindustria Forlì vicino al commissariamento e, solo negli ultimi mesi, ad una prospettiva che potrebbe far nascere una Confindustria davvero romagnola (attualmente le uniche due confederazioni unite sono Ravenna e Rimini).

Il 2018 ha visto importanti crisi industriali risolversi, come quella del Mercatone Uno, altre esplodere. Ci sono aziende che hanno chiuso (la Comart a Ravenna) e altre che hanno ridimensionato l'organico, come la Scm Fonderie di Rimini. A Technogym è arrivata una delle prime questioni sindacali mentre Electrolux Forlì tornerà ad assumere. Insomma, l'anno è stato in chiaroscuro, in attesa di una ripresa mai del tutto sbocciata (anche se in Emilia-Romagna va molto meglio che altrove) e con un po' di paura di una nuova recessione. Sul fronte culinario, l'Europa ha deciso: la piadina vera è solo quella fatta in Romagna (ma noi lo sapevamo già, mica ce lo doveva dire il Tribunale...).

Di certo l'economia sarà al centro delle elezioni che vedranno importanti Comuni (Forlì e Cesena su tutti) al voto nel 2019 insieme alla tornata delle Regionali e delle Europee. Lo spauracchio per le maggioranze di centrosinistra ha un riferimento ben preciso, arrivato nel 2018: la clamorosa vittoria del Movimento 5 Stelle a Imola, dove Manuela Sangiorgi ha strappato la poltrona diventando la prima sindaca donna e – soprattutto – non di centrosinistra degli ultimi decenni. Conquistato il Palazzo d'Inverno di piazza Matteotti, le opposizioni non sembrano aver più paura e un po' tutti accarezzano il sogno della sconfitta dei Dem che però da questi parti vendono sempre cara la pelle. La giunta Sangiorgi è partita tra qualche difficoltà legate soprattutto al caso Con.Ami, ancora bloccato il cda, e alla sicurezza con l'assessore Ezio Roi che ha lasciato dopo pochi mesi. La fine dell'anno è stata al centro di una rovente polemica, per chiudere il capitolo della politica, sull'anniversario della marcia su Roma che è stato celebrato a Predappio con un'attivista che indossava la maglietta “Auschwitzland”, davvero di pessimo gusto.

Il vento a Roma è cambiato e sono arrivate le prime polemiche, soprattutto riguardo il Bando Periferie e – a Rimini – sulla nuova questura, affare ormai vecchio di tre lustri e mai risolto. Rimini, a proposito, ha visto rinascere almeno due gioielli della città: il cinema Fulgor e il teatro Galli. Ha lanciato poi il bando per il terzo: il museo dedicato a Federico Fellini. Si vedono finalmente progetti attesi da anni: il trasporto rapido costiero e quello che dovrebbe risolvere la strozzatura che, da sempre, caratterizzata la zona di città attraversata dall'Adriatica. Anche a Ravenna si progetta: nel 2018 è stato presentato il nuovo Palazzetto dello Sport e la riqualificazione degli stradelli retrodunali. Peccato per i trasporti: le speranze del nuovo orario dei treni si sono subito scontrate con la realtà che ha portato alla soppressione di fermate, per quanto piccole, fondamentali per il pendolarismo. Cesena, lei, ha visto finalmente il taglio del nastro di piazza della Libertà e del nuovo Mercato coperto. Di contro, non si sblocca la situazione del Sacro Cuore.

Sul piatto di un anno è inevitabile mettere la cronaca. Di certo il 2018 sarà da dimenticare per quanto riguarda la sicurezza stradale: troppi morti, anche molto giovani, hanno insanguinato le vie di tutta la Romagna. Una delle zone – sarà un caso – in cui le Autostrade hanno scelto di mettere più tutor (riaccesi tra luglio e dicembre dopo una sentenza della Corte costituzionale). Sul fronte della cronaca nera ha fatto scalpore l'omicidio di Makha Niang, senegalese a cui hanno sparato a Rimini e per il quale sono in carcere due albanesi, e del pizzaiolo Rocco Desiante, ucciso a casa sua con un corpo contundente per il quale è stato arrestato un romeno di 19 anni. La giudiziaria ha nella Città dei mosaici la sua sentenza più importante: ergastolo per Matteo Cagnoni, medico accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri. Sono però arrivate anche le decisioni in primo grado per il suicidio di Rosita Raffoni a Forlì, processo nel quale erano imputati i genitori e, in appello, per il caso dell'agguato alla showgirl Gessica Notaro. Confermate anche le condanne per il branco che nel 2017 stuprò e picchiò una coppia di turisti. Annullata invece l'assoluzione in Appello per l'infermiera ravennate Daniela Poggiali, che ora dovrà affrontare un nuovo processo. Tra le persone che ci hanno lasciato, ha avuto particolare risalto la morte di Zanza, il re dei playboy che se ne è andato proprio durante un amplesso. Il 2018 è stato anche l'anno nero per le case famiglia, per le quali non sembra più rinviabile una legge che normi meglio i requisiti di chi ne apre una.  

Infine, lo sport e in questo caso è il calcio ad avere i riflettori puntati: inevitabile infatti partire dal crac del Cesena , ripartito dalla serie D dopo il doloroso fallimento della gestione Lugaresi che ha vanificato la salvezza in B sul campo. L'entusiasmo dei tifosi è il solito e i bianconeri veleggiano per ora al primo posto della serie D. Le cose stanno andando meglio del previsto anche a Rimini e Imolese che hanno raggiunto il Ravenna in serie C. La cadetteria forse non è un obiettivo concreto per il 2019 ma sognare non è vietato. Tra gli altri sport ci piace ricordare la 46esima cento chilometri del Passatore che ha segnato la fine del dominio di Calcaterra. Un anno, il 2018, che ha segnato un'ulteriore tappa per quanto riguarda il fascino del podismo, testimoniato anche dai numeri da record della maratona di Ravenna. A proposito, la nonnina che dà il "cinque" ai maratoneti è di certo uno dei momenti migliori dell'anno. Da ricordare tra i giorni sportivi più belli inoltre il passaggio del Giro d'Italia (che tornerà nel 2019) e l'ultima gara (con vittoria) del ciclista Alan Marangoni. L'ippica piange la morte del presidente dell'ippodromo cesenate Tomaso Grassi. Lo sport si guadagna anche la nostra gallery fotografica preferita: quella della partenza dell'Ironman di Cervia, a cui ha partecipato una persona che merita di essere citata come un esempio per il futuro: Alex Zanardi.