Forlì

Il Comune: "Non cancelleremo dall'Anagrafe le persone soggette al decreto Sicurezza"

Il sindaco Drei e l'assessore al Welfare sottolineano i problemi che stanno emergendo nell'applicazione del decreto di Salvini: "Serve una pausa e un percorso condiviso"

L'assessore al Welfare Davide Drei
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03/gennaio/2019 - h. 16.02

FORLì - Il Comune di Forlì chiede a Matteo Salvini di sospendere il decreto sicurezza e l'apertura del confronto con i sindici "per una revisione del provvedimento coerente con la Costituzione, con le Leggi, i Diritti Fondamentali dell'Uomo e con la Sicurezza effettiva delle nostre comunità" Una posizione indicata anche dal presidente dell'Anci Antonio Decaro dopo che nella giornata del 2 gennaio i sindaci di Palermo e di Napoli avevano detto di non aver intenzione di applicare il decreto firmato da Matteo Salvini. Possibile Forlì aveva chiesto al Comune di fare altrettanto, mentre la Lega aveva ovviamente intimato di non discostarsi dal percorso indicato dal governo. In ogni caso, in attesa di chiarimenti, le persone oggetto del decreto non saranno cancellate in automatico dall'Anagrafe di Forlì.

Il sindaco Davide Drei e l'assessore al Welfare Raoul Mosconi chiedono una tregua al governo per individuare correttivi: " Come avevamo ampiamente previsto, con l'inizio del nuovo anno stanno emergendo tutti i limiti di questa normativa. Limiti che ora, alla luce degli effetti diretti misurati a partire da ciò che avviene negli Uffici Anagrafe, si stanno palesando con evidenza e in modo inequivocabile, sia rispetto alla vita delle persone ma anche rispetto alla azione di governo degli Enti Locali e Territoriali, ai temi della sicurezza e dell'applicazione normativa".

Il risultato "determinato dalla mancata iscrizione anagrafica di centinaia di persone che, sempre in virtù di quanto previsto dal provvedimento, continueranno a permanere sul territorio, creerà una fascia sociale di uomini, donne e bambini meno visibili, privi di documenti (ad eccezione del permesso di soggiorno), maggiormente vulnerabili sotto tanti punti di vista e la cui dimensione resterà sconosciuta e estranea alla classificazione dei fenomeni demografici. Chiariamo pertanto che non prevediamo automatismi da parte dell'Anagrafe nelle cancellazioni di persone oggetto del Decreto. I problemi che si stanno registrando in tutto il territorio nazionale impongono che si faccia immediata chiarezza sulla legittimità Costituzionale del Decreto Sicurezza rispetto ai Diritti Umani. E' altrettanto necessario avere una risposta sui possibili conflitti normativi ingenerati dall'applicazione di quanto previsto dal Decreto rispetto a Norme e Codici vigenti perché, diversamente, l'unico risultato sarà quello di aver creato una situazione di precarietà strutturale".