Canile

Nel 2018 è stata trovata una casa a 222 cani e 151 gatti

Resta il problema della mancanza del chip, così si sta pensando ad un "microchip day" pensato anche per i felini

Nel 2018 è stata trovata una casa a 222 cani e 151 gatti
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16/gennaio/2019 - h. 15.40

RIMINI - Nel 2018 le adozioni del canile di Rimini sono aumentate con 222 affidi di cani e 151 gatti. In totale sono 500 le presenze passate all'interno della struttura. "Un dato considerevole soprattutto in relazione alla capacità massima per il ricovero dei cani pari 40", si legge in una nota del Comune.  "Risultati importanti specie a fronte dei numeri che confermano come le entrate di cuccioli nel 2018 - al di sotto di 12 - sono state davvero poche".

Nel corso del 2018 sono stati 203 i cani ricoverati nella struttura di San Salvatore per un totale 28.669 giornate di presenza. Le ragioni codificate sono diverse e vanno dalla rinuncia della proprietà (21), all’omessa custodia (101), all’abbandono (30), al sequestro (43).

“In un comune dove il randagismo è inesistente – è il commento degli operatori del “Cerni” - rimane molto alto il numero della rinuncia di proprietà di cani come motivazione di entrata in struttura e nel 2018 vede questo dato pari a 21 cani, dove riscontriamo sempre più soggetti che presentano già problemi comportamentali, dovute all’errata gestione dell’ animale. Ed è per questo che la scelta dell’affidamento è accompagnata da un percorso di crescita e di conoscenza comune tra cane e nuova famiglia sotto la nostra guida.”

Rimangono importanti, purtroppo, le problematiche legate alla mancata microchippatura. Ben 105 dei 203 cani entrati in  struttura nel corso del 2018 non lo era, complicando oltremodo il lavoro di restituzione al proprietario come fortunatamente è avvenuto in 92 casi.

Per queste ragioni Comune di Rimini e canile hanno attivato dei veri e propri “Microchip Day”, delle campagne di sensibilizzazione che hanno sicuramente contribuito a diffondere l’esistenza della anagrafe canina per far sì che, con la corretta registrazione del microchip, qualora il cane venga recuperato come vagante sul territorio comunale, possa essere in breve restituito direttamente al legittimo proprietario.

“Importante – dicono dalla struttura – è che tutti i proprietari dotino di microchip identificativo il proprio cane. Non è solo un obbligo di legge, ma uno strumento per la riconsegna dell’animale ritrovato al legittimo proprietario anche, come spesso accade, in sole 24 ore.”

Una problematica presente anche sul fronte dei gatti dove più ancora che tra i cani è con gran fatica che si fa largo il tema della dotazione di microchip esteso anche alla popolazione felina seppur non obbligatoria. Dei 2019 gatti transitati dal “gattile” per 13.668 giornate di presenza solo 62 sono stati identificati attraverso questa opportunità.

Il canile di Rimini nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Regionale n. 27/00, ospita infatti anche gatti (solo se feriti, traumatizzati oppure cuccioli in lattazione). Sono stati 309 quelli transitati nel gattile (erano stati  324 nel 2017), 113 dei quali per abbandono. 151 però hanno trovato una nuova casa e nuovi affetti a testimonianza del cuore grande dei riminesi.

“Dati in crescita frutto di un bellissimo e professionale lavoro – ha commentato l’assessore Jamil Sadegholvaad – che il canile comunale “Stefano Cerni” e le associazioni di volontariato che lo gestiscono in sinergia con il Comune stanno – e non da oggi – portando avanti che ci riempie di soddisfazione.”