Rimini

Atti persecutori nei confronti del presunto rivale in amore: arrestato un 53enne

L'uomo pensava che la vittima avesse avuto una relazione con una sua fiamma. La polizia gli ha trovato due coltelli in auto. La vicenda andava avanti da un anno e mezzo

Atti persecutori nei confronti del presunto rivale in amore: arrestato un 53enne
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24/gennaio/2019 - h. 17.41

RIMINI -  Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, coordinati dai Sostituti Procuratori, dr. Marino Cerioni e dottor Davide Ercolani, hanno tratto in arresto un uomo del 1965 nato in provincia di Bari per il reato di atti persecutori commessi nei confronti di un uomo di Rimini.

Alla fine dell’estate del 2018, un uomo ha formalizzato presso la Questura di Rimini atto di denuncia-querela (atto poi integrato con altra denuncia) nei confronti dell’uomo arrestato ieri,  il quale con le sue reiterate condotte persecutorie, perpetrate negli ultimi anni, almeno dal mese di febbraio 2016, aveva costretto direttamente la stessa parte offesa e di riflesso la sua famiglia, a mutare le proprie condotte di vita. La persona offesa ha fornito un preciso quadro della vicenda che lo vedeva vittima, evidenziando come l’arrestato, oramai da lungo tempo, per motivi riconducibili al risentimento e alla gelosia, lo aveva preso di mira, soprattutto per l'idea errata secondo la quale la persona offesa - che negava fermamente - avrebbe intrattenuto tempo addietro una relazione extraconiugale con una donna, persona della quale l’arrestato si era infatuato.

Le segnalate condotte persecutorie, si sono concretizzate in appostamenti e continui passaggi con frequenza quotidiana all’esterno dell’abitazione della persona offesa, incessanti chiamate telefoniche (anche 70 al giorno), aggressioni verbali e fisiche, come avvenuto l'otto ottovre del 2017 quando l’arrestato ha colpito l’uomo con pugni al capo gravi intimidazioni: chiare minacce di morte, ricostruite, tra l’altro, nelle indagini svolte dal personale della Squadra Mobile sulla base della precedente denuncia.

La vittima in particolare non si è sentito più libero di frequentare gli amici, temendo di incontrare il suo persecutore; di essere costretto a far effettuare ai propri dipendenti sopralluoghi  presso i cantieri esterni all’azienda per verificare l’eventuale presenza dell’uomo, altresì vivendo con il pensiero costante di incontrarlo, guardandosi ovunque attorno prima di scendere dalla macchina; situazioni angoscianti vissute pure dalla famiglia come avvenuto nel mese di gennaio 2019 quando la figlia di ven'anni della persona offesa rincasando verso le ore 23:3 0ha trovato fuori del cancello di casa quell’uomo che stazionava a bordo della sua autovettura.

La polizia ha cominciato un servizio di osservazione che ha permesso di cogliere sul fatto la persona sottoposta ad indagini che è arrivata alle 18.30 davanti alla casa della vittima, percorrendo la strada a bassissima velocità, per poi stazionare diversi minuti in una classica azione di appostamento (anche a motore spento) davanti al cancello dell’abitazione. 

Subito fermato dai poliziotti, l’uomo ha spontaneamente ammesso di attendere il rientro del presunto “rivale in amore” con il quale avrebbe avuto un conto in sospeso. Nell'automezzo aveva un coltello a serramanico, celato nello sportello, con lama di otto centimetri. Un secondo coltello è spuntato durante la perquiszione all'auto. er possesso ingiustificato dei due coltelli. L’uomo è stato condotto presso la locale Casa Circondariale, dove rimane a disposizione della locale Autorità Giudiziaria.