Riccione

Riapre l'ex McDrive ma i lavoratori del vecchio esercizio sono ancora senza lavoro

Protesta dei lavoratori in occasione dell'inaugurazione. I sindacati: "Trenta mesi di silenzio, anche dalle istituzioni locali"

Riapre l'ex McDrive ma i lavoratori del vecchio esercizio sono ancora senza lavoro
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02/febbraio/2019 - h. 18.57

RIMINI - “Siamo sconcertati perché chi poteva, e doveva, non ha pensato al futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.” Esordiscono così i sindacalisti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil presenti oggi davanti all’ex McDrive di Riccione in cui si tiene una manifestazione che è partecipata non solo dai lavoratori licenziati e dalle loro rappresentanze sindacali, ma anche dai cittadini che esprimono la loro solidarietà. “Siamo contenti che nei prossimi giorni riaprirà con una nuova proprietà il punto di ristorazione nel locale che ospitava l’ex McDrive di Riccione, – affermano i sindacati – perché questo significa nuova occupazione, ma bisogna ridare l’occupazione a quelle persone che ci lavoravano prima della chiusura e che hanno il diritto alla riassunzione.”

La vicenda risale al 2016 quando il gestore era Idrorama srl ed erano impiegate 21 persone. Nella primavera del 2017 il McDrive passò di mano e si stipulò un accordo sindacale, poi approvato dai lavoratori, grazie al quale la società acquirente Concetti Riccardo garantiva continuità occupazionale ed ammortizzatori sociali in attesa della ristrutturazione e della riapertura nell'autunno dello stesso anno. “Poi è successo che Riccardo Concetti è stato arrestato per bancarotta fraudolenta - spiegano i sindacalisti - e la vicenda si è incartata fino all’estate del 2018 quando abbiamo saputo dell’ennesimo interessamento da parte di un’importante azienda.”

“Anzi – proseguono – erano già stati presentati i progetti di ristrutturazione dell’immobile al Comune, il quale ha concesso i permessi senza chiedere impegni alla riassunzione degli ex dipendenti, la cosiddetta clausola sociale, come invece noi sindacati avevamo sollecitato. Ora siamo a febbraio 2019 – osservano i rappresentanti dei lavoratori – e assistiamo all’inaugurazione a giorni di un locale che non ha cambiato la destinazione d'uso e  che mantiene l'attività di pubblico esercizio, ma nell’assoluto silenzio delle Istituzioni locali.”