Storia

Perché si commemora il Giorno del Ricordo il 10 febbraio

Una giornata in memoria dei morti delle foibe e dell'esodo di migliaia di italiani dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia alla fine della Seconda Guerra Mondiale

Perché si commemora il Giorno del Ricordo il 10 febbraio

Una delle foto simbolo dell'esodo: il piroscafo Toscana aspetta gli esuli istriani

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09/febbraio/2019 - h. 16.59

Il 10 febbraio sarà il Giorno del Ricordo, una giornata che commemora in particolare l'esodo degli italiani da Istria e Dalmazia. Perché il giorno del Ricordo cade il 10 febbraio?  Perché quel giorno, nel 1947, furono firmati gli accordi di Parigi che tolsero l'Istria e l'Alto Isonzo all'Italia, accelerando l'esodo. La prima volta fu celebrato nel 2004, quando in Italia cominciò a svilupparsi il dibattito sul tema - a lungo dimenticato - delle persecuzioni che gli italiani subirono nel Dopoguerra in quelle zone. Una delle prime aperture sul tema arrivò proprio nel 2004 dall'allora segretario dei Ds Piero Fassino che ammise: "Il Pci sbagliò". Per molto tempo, infatti, i comunisti negarono quei fatti che erano un tabù di cui parlavano pochi storici. 

Spesso si tende a confondere l'esodo con le foibe. In realtà i due fenomeni sonno connessi ma avvennero in tempi diversi. Già nel 1943 infatti la popolazione italiana di Istria e Dalmazia era stata oggetto di pulizia etnica da parte delle truppe di Tito. In migliaia furono uccisi e gettati nelle foibe che sono cavità carsiche profonde anche centinaia di metri. Secondo le stime sono circa 11mila le persone uccise in quel modo. 

L'esodo fu successivo: ormai al potere, Tito continuò l'opera di repressione ed esproprio dei beni da parte del regime jugoslavo, costringendo gli italiani a lasciare le proprie terre. In 350mila cercarono di riparare in Italia anche se spesso vennero accolti con ostilità, se non respinti perché bollati come "fascisti". L'ultimo piroscafo di profughi, il Toscana, partì da Pola il 20 marzo del 1947. Nessuno pagò per quei morti: Sergio Dini, procuratore di Padova che nel 2004 fu intervistato dal Corriere Veneto, riteneva che la politica avesse inciso non poco sull'oblio. Dini in quegli anni aveva aperto tre diverse inchieste sul caso ma tutte si arenarono, per motivi diversi, come forse era anche prevedibile a decenni di distanza. Il pm riteneva inoltre che nel Dopoguerra - soprattutto per motivi politici - lo Stato italiano preferì non scoperchiare il calderone anche in funzione geopolitica: la Jugoslavia di Tito, per quanto comunista, non era alleata di Stalin e anzi negli anni Cinquanta ruppe con il patto di Varsavia diventando di fatto un valido "cuscinetto" tra l'Italia e l'Europa orientale in orbita sovietica. Per questo forse la Dc non sollevò mai il velo sulla questione e ancora meno interesse a farlo aveva il Pci. Le foibe restarono quindi ai confini del dibattito storico e di quello politico, purtroppo molto spesso connessi. 

Le iniziative in Romagna

Il Giorno del Ricordo sarà celebrato in Romagna con diverse iniziative: 


  • CESENA:  L’Amministrazione comunale di Cesena commemorerà la ricorrenza nella mattinata di lunedì 11 febbraio, con una breve cerimonia che si terrà alle ore 11.45 nel giardino dedicato alle “Vittime delle Foibe” di San Mauro in Valle (all’incrocio fra via Della Valle e via Certaldo). Qui, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, sarà deposta una corona. Alla cerimonia interverranno il Sindaco Paolo Lucchi e  il Prefetto d Forlì-Cesena Antonio Corona. Renderà gli onori un picchetto del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”.

  • RAVENNA:  In occasione del Giorno del Ricordo il Comune di Ravenna, l’Istituto storico della Resistenza e la Fondazione Casa di Oriani promuovono un'iniziativa che si svolgerà lunedì 11 febbraio alle 17 alla biblioteca Oriani, via Corrado Ricci 26, dal titolo “Vademecum sul confine orientale”. Successivamente saranno proiettati filmati d’epoca sull’esodo giuliano-dalmata. Porterà i saluti dell’Amministrazione comunale l’assessora alla Cultura Elsa Signorino a cui seguiranno gli interventi di Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani, e di Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza. L'Istituto storico e la Fondazione Oriani sono da tempo impegnati a promuovere la conoscenza della vicenda delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata.“Vademecum sul confine orientale” rappresenta una interessante unità didattica che intende offrire spunti di riflessione attraverso un approccio storiografico e divulgativo. Le amministrazioni e i docenti interessati a conoscere tali proposte, o a richiedere interventi in aula per approfondire questi temi, possono rivolgersi alle direzioni dell'Istituto storico (0544.84302) o della biblioteca Oriani (0544.30386) che da oltre dieci anni hanno sempre proposto, in occasione del Giorno delRicordo, materiali di studio e di conoscenza relativi alla complessa storia del confine orientale

  • FORLì:  Alle 9.30 dell'11 febbraio, via Martiri delle Foibe, Commemorazione dei Martiri delle foibe e delle vittime dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale. Presenti il Sindaco di Forlì e le Autorità cittadine.  Alle 11 presso la Sala degli Angeli, P.zza Saffi 8, inaugurazione della mostra "La pietra del ricordo", esposizione dei progetti di arredo urbano dei ragazzi del Liceo Artistico Musicale di Forlì. 

  • RIMINI: Domenica 10 febbraio alle 11 deposizione di una corona di alloro presso la Biblioteca di pietra, il monumento dedicato alle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazione degli esuli, combattentistiche e d’arma. Letture di riflessioni e testimonianze di alunni e alunne delle scuole di Rimini.  Mercoledì 13  febbraio intenso programma: alle 10:00, Teatro degli Atti, Storia di una linea bianca  Il confine italo-jugoslavo tra racconti, immagini e rappresentazioni Incontro tenuto da Alessandro Cattunar, dottore di ricerca in storia contemporanea e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di II grado. Alle ore 16.30, in Cineteca viene replicato per tutta la cittadinanza. 

  • IMOLA Domenica 10 febbraio il Comune invita tutta la cittadinanza alla cerimonia in programma alle ore 10.30 nell'area verde intitolata ai Martiri delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata (area ex Limonaia; incrocio vie Manzoni/Alfieri). Alla cerimonia interverrà Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola.


 

Alessandro Montanari