Rimini

Come una furia sotto casa dell'ex moglie: espulso un marocchino

L'ha minacciata di morte e ha preso a calci il portone. L'uomo è stato arrestato dalla polizia

Come una furia sotto casa dell'ex moglie: espulso un marocchino
| Altro
N. Commenti 0

09/febbraio/2019 - h. 17.33

RIMINI - Alle ore 22.00 circa di venerdì la sala operativa della questura di Rimini ha ricevuto la chiamata di una donna, (una 47enne pugliese), che riferiva di aver ricevuto poco prima una telefonata da parte del coniuge (un 42ennenordafciano) da cui si sta separando, nella quale lo stesso minacciava di andare da lei per ucciderla. La donna ha riferito di aver ricevuto una telefonata simile anche nel pomeriggio durante la quale l’ex convivente chiedeva un confronto, negato però dalla donna a causa della paura che la stessa ha dell’uomo, resosi più volte responsabile di atti intimidatori e violenti nei suoi confronti. Il poliziotto della centrale ha inviato subito la volante e detto alla donna di non aprire la porta per nessuna ragione, nel caso l’uomo si fosse davvero presentato a casa.

Dopo poco, l’ex convivente è arrivato effettivamente sotto casa, suonando dapprima insistentemente al citofono senza ricevere risposta e poi, riuscendo ad entrare nel palazzo, giungendo fino al portone della donna dove, urlando improperi e minacce di morte, ha iniziato a scalciare l’infisso e a prenderlo a spallate per entrare in casa.
A questo punto sono arrivati i poliziotti, che si sono precipitati all’appartamento della donna, dove hanno trovato l’uomo nell’atto di sferrare violenti calci alla porta della moglie. Per tutta risposta, l’uomo, con fare sprezzante, si è parato davanti ai poliziotti urlando: “Che cazzo volete voi, questa è mia moglie e io le faccio quello che voglio”.

Mentre gli agenti intimavano al soggetto di calmarsi, la donna di scatto è uscito fuori di casa, iniziando a correre scendendo le scale. L’uomo, nonostante la presenza degli operatori, come una furia ha cercato di rincorrerla ma è stato immediatamente bloccato dai poliziotti che con fatica lo hanno immobilizzato e a messo e arrestato per minacce e resistenza. Nella denuncia la donna ha riferito che più volte ha subito negli anni minacce e percosse da parte del marito e di averlo anche denunciato in un’occasione ma di aver poi ritirato la querela a causa delle ulteriori minacce di morte dell’ex, al quale era stato, tra l’altro, rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno proprio in virtù della cessazione della convivenza tra i due. Provvedimento impugnato dall’uomo ma confermato in sede di ricorso dal prefetto, sulla base degli accertamenti effettuati dall’ufficio immigrazione riguardo alla effettiva e reale cessazione di ogni tipo di convivenza tra l’uomo e la ex moglie. 

Il magistrato, dopo essere stato informato dei fatti, ne ha disposto il trattenimento nelle celle di sicurezza in attesa del processo per direttissima, svoltosi nella mattinata odierna, al termine del quale l’uomo è stato condannato alla pena di 7 mesi e 10 giorni di reclusione. Messo a disposizione dell’ufficio immigrazione, l’uomo verrà trasferito in un centro per il rimpatrio, in attesa del suo definitvo allontanamento dal territorio nazionale.