Imola

Così fu ucciso il capitano dei carabinieri Giuseppe Pulicari

Comandava la compagnia di Imola ed era sulle tracce di una banda di estorsori quando venne freddato in zona Castel San Pietro. Il 16 febbraio la cerimonia a 40 anni dall'avvennimento

Così fu ucciso il capitano dei carabinieri Giuseppe Pulicari

La pagina del Corriere della Sera che dà la notizia della morte di Pulicari (dall'archivio storico del Corriere della Sera)

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11/febbraio/2019 - h. 14.34

IMOLA - Aveva 47 anni il capitano Giuseppe Pulicari quando fu ucciso, il 17 febbraio del 1979. Sono passati dunque quarant'anni da quell'avvenimento che sconvolse la Romagna e portò migliaia di persone ai funerali dell'ufficiale dei carabinieri, ammazzato nella notte da una banda di estorsori su cui stava indagando. Viterbese d'origine, sposato, padre di due figli, Pulicari era comandante della compagnia dei carabinieri di Imola. L'indagine riguardava un tentativo di estorsione da venti milioni di lire ai danni di un piccolo artigiano di Ozzano Emilia. Uno dei malviventi rimase ferito nella sparatoria, altri due furono catturati dopo un paio di giorni. Si trattava di una banda che, secondo le cronache di allora, si era dedicata alle estorsioni abbandonando i furti ed elevando di un gradino la sua pericolosità sociale. 

L'artigiano vittima dell'estorsione era un 39enne che aveva un'azienda di sei persone, a cui i banditi avevano bruciato un camion e chiesto 60 milioni. Pretesa poi scesa a venti. L'uomo aveva deciso di denunciare il tutto ed era partita l'indagine della compagnia di Imola. Proprio nell'ambito della stessa Pulicari era stato ucciso. La "trappola" che era stata predisposta non ha funzionato a dovere, il bandito ha freddato con un colpo in testa l'ufficiale ed è scappato, ferito a sua volta, cercando rifugio da una vecchia conoscenza che avvisa l'Ospedale Maggiore, dove l'uomo arriva con un colpo in pancia. 

La cattedrale di Imola per i funerali, il giorno del 20 febbraio, è strapiena. Il Comune decide di dare un'onoreficenza al carabiniere, poi arriva la Medaglia d'Oro al valore militare.  Nella motivazione si legge: "Comandante di compagnia distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio per grande capacità professionale, spirito di sacrificio e fervido entusiasmo, in occasione di estorsioni che avevano fortemente impressionato l’opinione pubblica, organizzava e capeggiava servizi di appostamento notturno nella località individuata per il versamento dell’ingente somma richiesta, non esitando, pienamente consapevole del gravissimo rischio cui si esponeva, ad attendere da solo i malviventi per conseguire la sorpresa. Fatto proditoriamente segno a numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi da brevissima distanza e ferito mortalmente, reagiva con eroica risolutezza, riuscendo a colpire — prima di cadere esanime — uno dei malfattori, consentendo così la cattura di agguerrita banda di criminali. Magnifico esempio di elevate virtù militari e di profonda dedizione al dovere, spinta con serena consapevolezza fino al supremo sacrificio".

La cerimonia in sua memoria per il quarantesimo anniversario si terrà alle 18.15 di sabato 16 febbraio. Vedrà la partecipazione delle autorità militari e civili, si svolgerà davanti allacaserma dei carabinieri di Imola, in via Cosimo Morelli. Dopo la deposizione di una corona di fiori, in ricordo del valoroso ufficiale, sarà celebrata una messa nell’adiacente chiesa di “Santa Maria in Regola”. La messa sarà officiata dal vescovo di Imola,Tommaso Ghirelli unitamente al cappellano militare della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, don Giuseppe Grigolon e al parroco don Pierpaolo Pasini.