Ravenna

Province, il ravennate de Pascale "presidente dei presidenti"

Eletto per acclamazione alla guida nazionale dell'Upi chiede una nuova fase per questi enti e un ritorno all'elezione diretta: "La legge Delrio non è adeguata"

Province, il ravennate de Pascale "presidente dei presidenti"
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12/febbraio/2019 - h. 18.19

RAVENNA - Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, è il nuovo presidente nazionale dell'Upi. A eleggerlo per acclamazione quasi trecento delegati riuniti a Roma. De Pascale succede ad Achille Variati, ex Presidente della Provincia di Vicenza, che ha guidato l’associazione dal maggio 2015. Oltre ad essere presidente nazionale dell'Upi, il sindaco è anche alla guida dell'Anci regionale. 

Pur essendo del Pd, il neopresidente Upi non fa mistero che la legge Delrio, voluta dall'ex ministro Dem, non funziona: "E' chiaro che la legge Delrio deve essere al più presto rivista profondamente, perché ormai non è più coerente. Dalla nostra esperienza possiamo dire che il sistema di elezione di secondo grado non funziona, perché produce sui territori un conflitto di interesse tra le funzioni di Sindaco e Presidente di Provincia. Per questo se Governo e Parlamento, proporranno il ritorno all’elezione diretta, avranno il nostro sostegno”. Del resto la riforma era stata fatta in vista del nuovo assetto costituzionale che però era stato bocciato dal referendum. 

“Le Province devono essere considerate un’opportunità – ha detto il Presidente appena eletto – e Governo e Regioni devono considerare queste istituzioni quali sede naturale per le funzioni amministrative. Certo però – ha sottolineato – che al decentramento delle funzioni devono corrispondere le risorse. L’emergenza finanziaria è ancora la priorità: le risorse per assicurare i servizi, per garantire la sicurezza delle scuole, per la manutenzione dei 130 mila chilometri di rete viaria. È su questo che continueremo a chiedere risposte al Governo, questa è la nostra battaglia principale". Quanto poi all’attuazione dell’autonomia differenziata De Pascale ha sottolineato come “non c’è da parte delle Province una posizione negativa, anche se c’è qualche preoccupazione, purché sia chiaro che maggiore autonomia non deve trasformarsi in egoismo territoriale, perché l’Italia non può crescere se non è unita”.