Turismo

L'Emilia-Romagna prima regione a sperimentare i Condhotel

Asshotel soddisfatta ma avverte: "Naturalmente è necessario che i Comuni vigilino dal rischio di speculazioni immobiliari e che la burocrazia e i costi non gravino sulla volontà degli imprenditori di utilizzare questa nuova potenzialità"

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21/febbraio/2019 - h. 19.44

BOLOGNA -   Un nuovo passo avanti per i Condhotel in Emilia-Romagna.La formula ricettiva ‘mista’ che prevede nelle stesse strutture alberghiere la compresenza di camere ‘classiche’ e alloggi privati ha avuto il via libera dalla Giunta regionale che ha approvato un progetto di legge che detta regole e requisiti per avviare e gestire la nuova tipologia di struttura. Un intervento strategico nato con l’obiettivo di riqualificare e migliorare la qualità delle strutture ricettive, favorire gli accorpamenti, fidelizzare la clientela internazionale e diversificare l’offerta turistica. Il tutto per far crescere ancora di più un settore che con quasi 60 milioni di presenze registrate in Emilia-Romagna nel 2018, ha segnato per il secondo anno consecutivo numeri da record.

Gli albergatori potranno destinare fino a un 40% della superficie delle camere alla realizzazione di alloggi da vendere a privati, a condizione che le risorse ricavate dalla vendita siano destinate alla riqualificazione degli edifici e al miglioramento dei servizi e dello standard di qualità. 
E la possibilità di ‘trasformarsi’ in Condhotel, unico caso in Italia, è stata estesa anche alle colonie marittime e montane: una misura antidegrado che tiene conto della specificità della regione, dove questi edifici sono molto diffusi, e che permetterà il pieno recupero di importanti spazi abitativi, risparmiando allo stesso tempo suolo pubblico in linea con la recente legge urbanistica regionale.

Il progetto di legge è stato presentato questa mattina in Regione dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme a Filippo Donati, presidente regionale Asshotel e Amedeo Faenza, vice presidente regionale Federalberghi. 

“Avevamo promesso una rapida attuazione del provvedimento e ora, dopo un intenso lavoro con i Comuni e le associazioni di categoria, abbiamo finalmente un progetto di legge che traduce in pratica un’idea innovativa per il nostro Paese- afferma Corsini-. Tra le specificità e le novità introdotte, la possibilità di diventare Condhotel viene estesa anche alle colonie marittime e montane, una scelta strategica che guarda alle caratteristiche del nostro territorio e che intende così valorizzare spazi fino ad ora abbandonati, in un’ottica di riuso a consumo zero di suolo come vuole anche la legge urbanistica regionale. I Comuni- prosegue l’assessore- potranno pianificare dove e come attuare questa nuova tipologia di struttura sulla base delle specificità del proprio territorio e per molti imprenditori alberghieri i Condhotel potranno essere un ottimo volano per ammodernare le loro strutture e fare un salto di qualità diversificando e ampliando così l’offerta ricettiva. Un altro passo che ci avvicina ancora di più all’Europa, dove questa formula è diffusa già da tempo - penso a realtà come quelle realizzate in Costa Azzurra - e un’occasione per rendere ancora più competitivo questo settore e farlo crescere ancora”.

Questa la dichiarazione del presidente regionale di Asshotel, il ravennate Filippo Donati: La realizzazione dei Condhotel è molto importante per quegli albergatori che avranno uno strumento per reperire risorse così da riqualificare le proprie strutture. Naturalmente è necessario che i Comuni vigilino dal rischio di speculazioni immobiliari e che la burocrazia e i costi non gravino sulla volontà degli imprenditori di utilizzare questa nuova potenzialità. In tal senso siamo in attesa del bando regionale che consentirà a quanti intendono usufruire della legge sui Condhotel di beneficiare di incentivi economici per la riqualificazione delle proprie strutture.