Imola

"Personale in difficoltà nell'Ausl imolese"

Secondo i sindacati il numero di dipendenti è calato nell'ultimo anno: "Serve un piano straordinario di assunzioni"

"Personale in difficoltà nell'Ausl imolese"
| Altro
N. Commenti 0

22/febbraio/2019 - h. 19.16

IMOLA - Continuano le polemiche sindacali riguardo la gestione del personale. Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Imola, "la direzione generale ha sottovalutato le criticità sollevate durante gli incontri delle scorse settimane". Criticità di fronte alle quali l'azienda ancora nell’ultimo incontro di lunedì 18 febbraio ha risposto "con un atteggiamento, dal nostro punto di vista, superficiale negando qualsiasi tipo di problema e arroccandosi dietro ai limiti, a loro dire, imposti dalla Regione".
Strano - attaccano i sindacati - "che contestualmente la stessa Regione Emilia Romagna snoccioli in tutte le iniziative pubbliche un elenco di assunzioni da far paura, che evidentemente a Imola non sono arrivate stante il fatto che dai dati forniti all’ultimo incontro il numero di personale nel confronto 1/1/2018 - 1/1/2019 passa da 1.750 a 1.726 dipendenti".

Attualmente il bollettino dei problemi sollevati dalle tre sigle sindacali "interessa diversi settori chiave dell’ospedale, tra cui il pronto soccorso, dove la dotazione organica scarseggia, in particolare di operatori socio-sanitari che saltano regolarmente i riposi, la chirurgia e la sala operatoria, dove manca completamente il personale addetto al barellamento, costringendo i pazienti a lunghe attese per essere spostati tra i reparti e gli infermieri a sdoppiarsi in ruoli che non competono loro. L’appalto del barellamento non ha risolto queste criticità,infatti ad un maggiore costo non è corrisposto un miglioramento dei servizi".

Concludono i sindacati: "Nessuno si tira indietro, ma è chiaro che se un operatore è impegnato in un trasporto con la barella non può presenziare regolarmente poi le sedute e viceversa. Segnalazioni quotidiane che arrivano regolarmente da dentro e anche da fuori, a conferma della criticità da noi sollevata sulla quale invitiamo l'Azienda ad un atteggiamento più responsabile e meno supponente. Nel frattempo la raccolta firme tra i dipendenti va a gonfie vele e nasce l'idea di iniziare anche all'esterno, in modo da poter certificare la necessità di un piano straordinario di assunzioni.

 


LA REPLICA DELL'AUSL 

"Prima di tutto preme sottolineare che non è mai stata sottovalutata nessuna criticità: l’attenzione rispetto alle condizioni di lavoro dei professionisti e alle richieste di confronto e dialogo con le sigle sindacali, è sempre stata molto alta. La “supponenza” e la “superficialità” nell’affrontare tali tematiche, non appartengono a questa azienda, che si è sempre dimostrata disponibile al dialogo, all’ascolto e all’apertura di tavoli di approfondimento sulle criticità portate alla sua attenzione con tutte le rappresentanze dei lavoratori".

Parlando invece di numeri "sono doverose alcune precisazioni rispetto ai dati riportati dagli organi di informazione. Già a dicembre 2018 la direzione generale aveva infatti provveduto ad avviare le procedure per l’assunzione di 26 infermieri a tempo indeterminato per anticipare il più possibile il turnover (le unità in servizio saranno 17 entro metà marzo) ed altri 20 operatori socio sanitari (oltre ad avere dato corso alle mobilità per questo tipo di professionalità). Contestualmente, l’azienda ha provveduto ad assumere personale interinale nei profili addetti all’assistenza per far fronte al periodo di iper afflusso che caratterizza la stagione invernale. In particolare si da evidenza del fatto che dal 1 gennaio 2018 al 1 gennaio 2019, il numero degli infermieri è aumentato da 764 a 768. Gli operatori socio sanitari sono passati invece da 207 a 195, diminuzione che è avvenuta in parallelo all’esternalizzazione del servizio di barellamento che ha messo a disposizione altre 21 unità. Infine il personale sanitario addetto ad altri ruoli, è passato da 118 a 121 unità. Importante specificare che il calo dei dipendenti riportato negli articoli, da 1750 a 1726 unità, riguarda l’intera azienda. Nel dettaglio si tratta di 10 dirigenti (sanitari e non) in meno, 5 unità amministrative oltre che degli operatori socio sanitari, il cui ridimensionamento è dovuto in sostanza all’esternalizzazione del servizio di barellamento come specificato sopra".

La ricerca di soluzioni organizzative che garantiscano i servizi necessari e la tutela del lavoro dei professionisti aziendali nell’ambito dei vincoli di bilancio "è obiettivo perseguito dall’azienda per il quale si auspica un dialogo costruttivo tra le parti. La direzione aziendale ribadisce a tutte le organizzazioni sindacali la più ampia disponibilità al confronto nelle sedi ad esso deputate, invitandole nel contempo a superare la difesa dei particolarismi e di una concezione strumentale dei rapporti con l’amministrazione, per assumere e perseguire una visione di insieme delle esigenze e delle dinamiche, con la consapevolezza dei limiti delle risorse disponibili e della connessa necessità di garantire la sostenibilità del sistema".