Bologna

Turismo religioso: accordo con la Chiesa per aumentare i visitatori

Tavolo tra Regione e Conferenza Episcopale per definire progetti, finalità e modalità di lavoro per raggiungere gli obiettivi dell’accordo

Turismo religioso: accordo con la Chiesa per aumentare i visitatori

L'interno della chiesa di San Vitale a Ravenna

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26/febbraio/2019 - h. 20.52

BOLGONA - Recuperare e valorizzare il patrimonio ecclesiastico, promuovere la conoscenza dei luoghi e delle comunità con itinerari culturali mirati e accessibili a tutti per far crescere in Italia e all’estero il turismo religioso,parte integrante delle tradizioni e delle eccellenze dell’Emilia-Romagna.

Lo prevede il protocollo d’intesa tra la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Episcopale Italiana in materia di turismo religioso e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, la cui attuazione e i cui obiettivi a livello locale sono stati i temi al centro dell’incontro  che si è svolto ieri nella sede della Regione  tra  gli assessori regionali, Andrea Corsini (Turismo), Massimo Mezzetti (Cultura), e monsignor Carlo Mazza, in rappresentanza della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna. 

“Si tratta di un accordo- affermano Corsini e Mezzetti- che rafforza la collaborazione tra la Regione e la Conferenza episcopale, ponendo le basi per la sempre più efficace valorizzazione di un patrimonio di straordinaria importanza e per un ulteriore sviluppo del turismo religioso che ha come obiettivo non tanto e non solo il mero dato quantitativo, ma la qualità interiore di una esperienza culturale e spirituale capace di nutrire l’anima”.

Nel corso della Cabina regionale turismo e cultura sono stati condivisi i termini e le finalità dell’accordo e si è deciso di rendere operativo, da subito, il Tavolo di confronto regionale che già si sta occupando dei Cammini religiosi.   Il tavolo, che opererà su diversi temi, ha il compito di definire progetti, finalità e modalità di lavoro per raggiungere gli obiettivi dell’accordo. A questo scopo alle riunioni potranno essere invitati anche i rappresentanti di altri enti pubblici e privati, anche stranieri.