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La riforma della legittima difesa è passata. Morrone: "Legge di buon senso e giustizia"

Il ddl stabilisce che la proporzionalità tra offesa e difesa "sussiste sempre" nel caso l'aggressione avvenga in casa

La riforma della legittima difesa è passata. Morrone: "Legge di buon senso e giustizia"
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06/marzo/2019 - h. 18.19

Nonostante la fronda di una parte del Movimento 5 Stelle, il disegno di legge che riforma la "legittima difesa" è legge. La Camera infatti ha approvato il ddl, passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Al voto sono scoppiati gli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura. Le modifiche più importanti sono all'articolo 52, dove si legge che la proporzionalità tra offesa e difesa "sussiste sempre" nel caso l'aggressione avvenga in casa. In questo caso è il "sempre" ad essere stato aggiunto, così come nel quarto comma dove si legge che la difesa "è sempre legittima" nel caso qualcuno stia repingendo un'intrusione "con violenza o minaccia". Altro articolo modificato è il 55, in cui si specifica che non può essere colpevole di eccesso di legittima difesa colui che si è difeso da un’aggressione nella sua abitazione. Per molti esperti - avvocati e giuristi - la riforma cambierà poco o niente. Di certo non introduce la possibilità di sparare al ladro che scappa o è disarmato, dal momento che, affinché ci sia una legittima difesa, deve essere in atto una minaccia. 

La Lega  comunque soddisfatta. In una nota il sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna, scrive insieme al collega Nicola Molteni: “Grande soddisfazione per il voto largamente positivo alla Camera sulla riforma della ‘legittima difesa’. Una riforma che punta a dare maggiori tutele a chi si difende da una aggressione in casa propria o dove esercita la propria attività. Non una riforma di parte, ma di buon senso e secondo giustizia. Una norma a favore di tutti. Chi è aggredito deve potersi difendere, consapevole del fatto che non sarà vittima, oltre che dell’aggressione, anche di percorsi giudiziari lunghi e costosi, talvolta vere e proprie persecuzioni dall’esito incerto perché collegate a una troppo accentuata discrezionalità". 

Secondo Morrone, "chi aggredisce e chi si difende non sono sullo stesso piano. Da una parte c’è chi delinque, consapevole di correre dei rischi, dall’altra persone oneste che si oppongono al criminale che irrompe nelle loro abitazioni per rapinare, aggredire, picchiare o violentare. Noi siamo dalla parte dell’aggredito che legittimamente si difende. Chi si oppone a questa riforma evidentemente no. Ma non c’è dubbio che la maggioranza degli italiani sia convinta che, in questi anni, sia prevalso un pregiudizio nel giudicare molti di questi casi, tutto a sfavore dell’aggredito e a tutela dell’aggressore. Ripristinare la certezza del diritto e di un giudizio equo e giusto. Questo il nostro obiettivo. Non certo ‘la giustizia fai da te’ o la ‘licenza di uccidere’ di cui ci accusa chi è ostile ideologicamente a questa riforma. Ovviamente indagini e accertamenti saranno effettuati come prevede la legge, ma dovranno avere fine situazioni inaccettabili dovute a interpretazioni pregiudiziali”.