Ravenna

Un negozio in centro costa 68mila euro. Confcommercio: Ztl al 100% daranno il colpo di grazia

Un negozio in centro costa 68mila euro. Confcommercio: Ztl al 100% daranno il colpo di grazia
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09/marzo/2019 - h. 19.01

RAVENNA - Mantenere un'attività in centro storico costa in media più di 68mila euro. Il calcolo è stato fatto da Confcommercio calcolando 13 voci fissi per un negozio in centro storico nei principali centri della provincia. Intanto, il peso maggiore riguarda ovviamente l’affitto del locale, circa 30.000 euro all’anno; tra i costi più elevati c’è l’energia per circa 2.100 euro, telefono per 1.600 euro e il gas per 1.500 euro. Per il consumo di acqua la spesa media è di 130 euro all’anno, quasi cinque volte per i rifiuti (600 euro): poi c’è il costo dell’insegna, difficilmente quantificabile, perché si paga oltre i 5 metri quadri. 

"Aggiungiamo - continua Confcommercio -  il costo della sicurezza (circa 600 euro), Inail 318 euro (ogni socio paga 159 euro) e diritti camerali, altri 120 euro, e 150 euro per gli addobbi in occasione delle feste natalizie, e il totale arriva a 36 mila 918 euro. A questa cifra va poi aggiunto il costo della pubblicità, che non quantifichiamo perché ogni attività può investire o meno per far promozione ai propri prodotti, e qui non ci addentriamo sulla materia, anche se per una campagna pubblicitaria cittadina occorre investire non meno di 3 mila euro.  Se poi aggiungiamo il costo non trascurabile (diremmo esorbitante) del personale, la cifra aumenta e di molto:  il costo annuo al datore di lavoro (per 40 ore alla settimana) di una commessa ‘ordinaria’ al 4° livello è di 31.000,00 euro; mentre una commessa ‘specializzata’, 3° livello, costa 35.600,00 euro annui".

Costi che spiegano in parte il calo del 10 per cento dei negozi dei centri storici della provincia di Ravenna. Al contrario sono cresciuti hotel, bar e ristoranti. La riduzione dei negozi dei centri storici è dovuto a scelte relative a scarsa redditività e competizione con e-commerce, centri commerciali, parchi e outlet e ad una ridotta accessibilità da parte dei consumatori.

Il commento del presidente Paolo Caroli  “L'evoluzione delle attività commerciali, turistiche e dei servizi sta cambiato il volto delle nostre città, dai centri storici alle periferie - dice Paolo Caroli, Presidente Confcommercio provincia di Ravenna. Il rischio serio che emerge è la desertificazione commerciale: ogni saracinesca abbassata è un impoverimento del tessuto economico e un indebolimento per le nostre città.  Purtroppo, le normative esistenti dimostrano una debolezza e un’incapacità di offrire soluzioni adeguate. Governare la complessità urbana richiede uno sforzo collettivo e investimenti mirati a favore di nuove politiche e modelli di sviluppo".

Il crescente fenomeno dei negozi sfitti nelle nostre città, ancor più evidente nei centri storici, è dovuto a cause diverse quali, ad esempio, "la modifica del comportamento di acquisto, la mancata corrispondenza tra l’offerta commerciale e la mutata domanda del consumatore, problemi di vivibilità, accessibilità e declino urbano. Negozi di vicinato, pubblici esercizi, attività turistiche e servizi svolgono un ruolo economico e soprattutto sociale, generando relazioni di prossimità tra persone, spazi fisici ed economie locali, tanto nei centri storici che nelle periferie ove rappresentano anche un presidio fondamentale per alleviare la tensione sociale e il diffuso senso di insicurezza e per ricucire il legame tra persone, luoghi e imprese favorendo percorsi di legalità. La previsione di estendere al 100% dei nostri centri storici le ZTL (zone a traffico limitate), disposizione contenuta nel PAIR 2020, di cui poco si parla, ma che avrà un effetto devastante, non va in questa direzione e cioè che i nostri centri storici e le città devono essere i luoghi del futuro, accessibili con una capacità attrattiva determinata da due beni sempre più preziosi: lavoro e qualità della vita. E’ questa la sfida che ci vedrà impegnati quest’anno come Confcommercio, ma sarà anche la sfida per tutti coloro che vi operano”.