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Addio ad Alberto Bucci, leggenda della pallacanestro italiana

La sua carriera iniziò con una storica epopea a Rimini: presa in B, arrivò in A2. Aveva 71 anni. La città lo piange: "Uomo di grande umanità e sensibilità"

Addio ad Alberto Bucci, leggenda della pallacanestro italiana
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10/marzo/2019 - h. 09.46

E' morto a Bologna Alberto Bucci, presidente della Virtus Pallacanestro Bologna. Bucci aveva legato la sua carriera, oltre che al capoluogo di regione, anche a Rimini. Qui nel 1974 appena 26enne prese il Rimini Basket in serie D e al termine di una lunga epopea riuscì a portarlo fino all'A2, il massimo raggiunto sino ad allora dai biancorossi.  Figura storica del basket italiano, Bucci ha vinto tre scudetti come allenatore della Virtus nel 1984, 1994 e 1995 e ha legato il suo nome ad altre piazze storiche, tra cui Livorno, dove raggiunse una storica finale con la Libertas, Verona e Pesaro. Ha inoltre conquistato 4 Coppe Italia e una Supercoppa. Nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame della pallacanestro italiano e dall'anno successivo è stato presidente della Virtus. Nel 2009 era stato presidente del Crabs Rimini che lo ricorda così: "Un gigante del basket ed un tecnico che ha mandato in orbita il basket riminese. Tutta la società è profondomante rattristata per la scomparsa di un uomo di rara umanità e competenza"

Bucci era malato da tempo e avrebbe compiuto 71 anni ad aprile. Da ricordare nella sua vita anche una candidatura a sindaco di Rimini, con la Casa della Libertà, nel 2006. Ottenne il 40,6 per cento dei voti ed entrò in consiglio comunale.

Il cordoglio dell'amministrazione comunale di Rimini 


Il Comune in una nota esprime "il suo più sincero cordoglio per la scomparsa di Alberto Bucci, uomo di sport ma prima di ogni cosa persona vera. A lui la città è grata per la indimenticabile leadership tecnica esercitata in altrettanto indimenticabili stagioni alla guida del Rimini basket. Un periodo esaltante che traguardò la pallacanestro locale sino all'eccellenza nazionale, alimentando una passione collettiva ancora adesso non sopita. Ma soprattutto Rimini e lo sport italiano devono essere grati ad Alberto Bucci per l'intelligenza non comune e una visione non convenzionale della vita e del mondo che voleva incessantemente  esercitare in ogni campo. Non c'e stacco tra sport e vita, tra etica e professione. Grazie a questa voracità e curiosità intellettuale, Bucci, partendo dalle esperienze a Rimini e a Fabriano, è arrivato ad allenare grandi squadre europee, conquistando successi straordinari. Alberto, a differenza della 'tre sorelle' di Cechov, riuscì ad arrivare a Mosca".

Continua l'amministrazione: "Ma non si è mai accontentato perché quello era il suo carattere: vulcanico, zeppo di idee e di spinta, autonomo per definizione perché prima di tutto viene la persona. Così fece anche nella sua  esperienza politica a Rimini: breve e animata da uno spirito puro, che desiderava  guardare alle cose e alla loro essenza, piuttosto che interessi autoreferenziali. Con Alberto Bucci se ne va un gigante della pallacanestro italiana. E per noi se ne va una persona che non si accontentava mai dell'apparecchio,  che non si faceva mai dire 'la ricerca finisce qui', che ammetteva anche di sbagliare perché non è l'errore che definisce l'uomo ma la sua incessante, continua ricerca del suo meglio. Grazie Alberto, Rimini ti è grata e non ti dimenticherà mai. L'Amministrazione Comunale di Rimini si stringe attorno alla famiglia, ai parenti, agli amici di Alberto Bucci in questo momento di immenso dolore”.