Cesena

Diga nel Verghereto? Bagno di Romagna dice no: "Impatterebbe sul nostro territorio"

Il sindaco Baccini contro il collega Salvi: "Per un migliore approvvigionamento idrico bisogna ammodernare la rete e renderla più efficiente"

Foto Sanna
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11/marzo/2019 - h. 10.34

CESENA - Il sindaco di Verghereto Enrico Salvi ipotizza la costruzione di un invaso nel territorio comunale per migliorare la situazione dell'approvvigionamento idrico. Il primo cittadino ha espresso l'approvazione da parte della sua amministrazione alla costruzione di una diga nel territorio del comune di Verghereto, ma il sindaco di Bagno di Romagna la pensa diversamente. Secondo Marco Baccini ci sono tre aspetti critici da tenere in considerazione che "ci fanno assumere un atteggiamento di perplessità e preoccupazione di fronte a questa ipotesi". Da una parte, "il fatto che l’invaso sarebbe proprio sopra le spalle della nostra comunità, dall’altra, che andrebbe a interessare quella zona in cui si forma il bacino delle acque termali di Bagno di Romagna, ed infine che interesserebbe una zona naturalistica di pregio per il nostro territorio ove peraltro transita l’antica Via Germanica di Stade". Una posizione da cui, avvisa Baccini, Bagno di Romagna non intede spostarsi. 

“Già questi due aspetti sono sufficienti a poter affermare da parte della nostra Amministrazione – spiega il Sindaco – che l’ipotesi dell’invaso nei Mandrioli non sarà possibile se non dopo che tali aspetti saranno verificati e chiariti da parte di commissioni tecniche terze e indipendenti e, soprattutto, dopo un’ampia condivisione tra Amministrazione comunale e i cittadini che, a fronte di una decisione così strategica ed a lungo termine, devono avere un ruolo centrale e concreto”

“Peraltro, per il Comune di Bagno di Romagna potremmo intavolare un altro ragionamento, alternativo all’invaso e altrettanto valido in termini di approvvigionamento della risorsa idrica. Il nostro Comune, infatti – spiega Marco Baccini – rispetto ad altri territori, è ricco di numerose sorgenti idriche dalle quali sgorga acqua di ottima qualità, che non richiede impianti elettrici di pompaggio in quanto proviene a caduta, e che per quantità potrebbe essere sufficiente all’approvvigionamento del nostro tessuto socio economico anche per il futuro. Per noi, quindi il tema da discutere dovrebbe essere quello dell’ammodernamento delle reti e della distribuzione efficiente e controllata della risorsa, prima di studiare l’insediamento di invasi idrici”.