Elezioni Cesena

Andrea Rossi: “Organizzazione e idee: porto il metodo aziendale in politica”

Parla il candidato sindaco di centrodestra: “Il centrosinistra procede a tentoni, così si creano situazioni come quella del Sacro Cuore”. Sulla sicurezza: “Mancanza di uomini falso problema”

Andrea Rossi: “Organizzazione e idee: porto il metodo aziendale in politica”
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17/marzo/2019 - h. 10.10

CESENA - Dopo la sua prima apparizione pubblica, lo scorso 23 febbraio, al Teatro Verdi di Cesena, è entrata nel vivo la campagna elettorale del candidato sindaco per il centrodestra Andrea Rossi della lista civica “Cambiamo”. Imprenditore e manager di professione, Rossi ha deciso di presentare la sua candidatura, come da lui più volte ribadito, per diffondere principi di responsabilità e meritocrazia “che sono alla base del lavoro aziendale, anche in campo politico, dove purtroppo oggi mancano”. Il candidato sottolinea di non intendere questo impegno come momento di ostilità verso l'avversario. Sui temi concreti, nel programma di Rossi c'è una migliore organizzazione delle forze dell'ordine sul territorio per garantire la sicurezza e la necessità di fissare una serie di obiettivi amministrativi per evitare di “procedere a tentoni” e di evitare vicende come quella del Sacro Cuore che “sta cadendo nel ridicolo”.

Lei è un imprenditore molto conosciuto in città: cosa l’ha spinta ad intraprendere la carriera politica, avanzando la sua candidatura a sindaco?

“In realtà, seppur da spettatore, ho sempre seguito con passione la politica locale e nazionale. Ad un certo punto, dopo aver maturato, nel corso degli anni, un patrimonio consolidato di esperienze professionali, ho pensato che quel bagaglio di competenze potesse essere utile anche alla mia città”.

Non teme che l’eventuale esito negativo all’indomani delle elezioni, possa in qualche modo influire sul suo lavoro?

“Sono sceso in politica anche per provare a cambiare una mentalità sbagliata e preoccupante che interpreta la politica più come un momento di ostilità che di confronto. Noi, come lista civica, facciamo fatica a trovare, a volte, anche delle location per le nostre conferenze perché la gente, spaventata dalla politica, ti risponde sempre ‘scusateci ma preferiamo non schierarci…’. Come se affittare una saletta per due ore fosse compromettente. Ecco io vorrei che questa mentalità a Cesena cambiasse e che la campagna elettorale diventasse, in primis, un'occasione di confronto e di sviluppo di certe tematiche. A me non piace la demonizzazione dell'avversario. Se il candidato sindaco di centrosinistra Enzo Lattuca avesse una buona idea per la città, una volta eletto, quell'idea non esiterei a rubargliela...". 

Si è dimesso dal consiglio di amministrazione del Nuovo Mercato Coperto. Come mai questa decisione?

“Sul piano formale non ce n'era alcuna necessità, ma poiché il candidato del Pd, nella sua prima intervista, aveva sollevato un presunto problema di incompatibilità, ho preferito sgomberare il campo da possibili polemiche ed evitare di appiattire la campagna elettorale su temi così svilenti”.

Durante la sua presentazione ufficiale al Teatro Verdi ha definito “Cesena in gabbia, raccolta in se stessa, senza nessuna prospettiva per il futuro”. Soffermandoci su quest’ultimo aspetto, secondo lei, in che modo si potrebbe dare nuove prospettive alla città e da dove bisognerebbe, in concreto, ripartire?

“In primis, vogliamo restituire ai cesenati l’orgoglio di una città che vanta tante eccellenze in tanti campi diversi. Dopo anni con il freno a mano tirato, vogliamo tornare a correre, con tre parole d’ordine: competenza, meritocrazia e trasparenza. Io, al di là dei contenuti, propongo in primis un metodo nuovo. Provengo dal mondo aziendale, sono abituato ad assumermi le responsabilità delle scelte. In politica, tra promesse e risultati c'è sempre una distanza siderale. E questa è la ragione della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica sempre più vissuta con un legittimo, fondatissimo senso di sfiducia".

Un altro tema molto importante che ha sottolineato è stato quello della sicurezza, riportando come esempi la situazione delle periferie e di piazza della Libertà. Quali sono gli interventi su questo fronte da mettere subito in pratica?

“Dico subito che la questione della carenza degli organici è un falso problema. Il Decreto Sicurezza del Governo garantirà l'implementazione dei corpi di polizia ma, nel frattempo, anziché reclamare nuovi agenti, è importante garantire un’organizzazione più logica ed ottimizzata delle risorse a disposizione. E non mi riferisco soltanto agli agenti della Polizia Municipale. Esistono infatti delle efficaci strategie di prevenzione che partono dal coinvolgimento diretto dei cittadini. Azioni di presidio sinergiche che, con l’aiuto di pensionati, assistenti civici e militari in congedo (penso, ad esempio, a quelli dell’Aeronautica di Cesena), possono garantire un controllo capillare del territorio. Non a caso, il nostro motto sarà meno multe e più presidio. Oltre a questo, oggi le tecnologie digitali ci mettono a disposizione nuove opportunità. E con la strategia del ‘controllo di vicinato’, attraverso una semplice chat Whatsapp, è possibile ottenere dei risultati tangibili e costanti. Ed è singolare che, dopo dieci anni di lassismo, anche Lattuca parli di controllo di vicinato. Ma, mi chiedo, perché non farlo prima?”

Ha focalizzato l’attenzione anche su tre concetti che sono alla base dell’attività imprenditoriale: la responsabilità, la meritocrazia e la credibilità. Può accennarci qualcosa del suo programma politico?

"La mia, come detto, è un'impostazione prettamente aziendale e dunque, fissati gli obiettivi, arriva anche il momento della rendicontazione in cui ognuno, risultati alla mano, si assume le responsabilità del lavoro svolto. Questo schema, parte integrante delle politiche aziendali, è un po' meno scontato nel mondo dell'amministrazione pubblica, dove si è sempre molto indulgenti nei confronti di chi non mantiene ciò che ha promesso. Ecco, il mio programma politico parte dal metodo”.

Quali i punti fondamentali che ha delineato come primi passi da percorrere in caso di vittoria alle amministrative di maggio?

“Si potrebbe scrivere un'enciclopedia perché i temi sono tanti e la visione d'insieme che abbiamo condiviso per la città prevede gruppi di lavoro già attivi da tempo in tutti gli ambiti della società. Ciò che è sempre mancato, però, a questa città è un metodo ed un coordinamento. Si procede a tentoni, decidendo una cosa e, dopo un po', l'esatto contrario". 

Uno dei problemi più dibattuti degli ultimi anni riguarda l’area Sacro Cuore di Cesena. Secondo lei in che modo si potrebbe uscire dallo stallo?

"È una situazione che si trascina ormai da oltre dieci anni e, anche per questo, la questione sta sfociando nel ridicolo. Sulla carta si sono studiate tantissime ipotesi, alcune sembravano ormai prossime alla realizzazione ma, tutte le volte, puntualmente, i progetti sono naufragati. Con il risultato di rendere ancora più insostenibile la situazione in una zona di Cesena già fortemente segnata da problemi endemici di traffico e viabilità. Il nostro è un approccio senza alcuna logica speculativa, che ha come unico obiettivo quello di sbloccare la situazione nell'esclusivo interesse della città. Secondo noi, il Comune di Cesena deve farsi carico di una soluzione e pensare ad una struttura da 250 posti (numero tollerabile per la viabilità di quell'area), composta da 100 garage al piano interrato con serranda e 150 posti auto a raso. I 100 garage del piano interrato saranno per i privati, mentre quelli a raso verranno destinati alla sosta a pagamento. In questo modo avremo un'efficace soluzione al problema dei parcheggi in centro storico e nelle aree attorno al Teatro Bonci, dove è diventato impossibile parcheggiare".

La sua lista civica vanta l’appoggio della Lega, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e dei Cattolici per il Centro destra. Quali sono i comuni denominatori della coalizione?

"Noi siamo, in primis, per l'alternanza, ovvero per un progetto credibile di cambiamento che, dopo 40 anni di governo della sinistra, consenta ad altre forze politiche di misurarsi con le responsabilità di governo. Con le forze politiche che lei ha citato c'è una naturale convergenza di idee e progetti, ma le diversità sono un'opportunità di confronto e di ragionamenti sempre più approfonditi. È chiaro che per spezzare l'egemonia del Pd serve il supporto di tutti e quindi il centrodestra unito è una condizione importante per vincere queste elezioni. Non si tratta, però, di un'alleanza meramente elettorale, ma di un cammino che abbiamo iniziato assieme e che, nel rispetto delle diversità, punta a sviluppare una squadra affidabile di governo". 

Edi