Ravenna

Al Mar il Giardino segreto di Takako Hirai: “Nelle mie opere il legame tra uomo e natura”

L'artista giapponese si racconta: "Ho studiato a Ravenna e mi sono innamorata delle persone, della città e della cucina". La prossima mostra personale sarà a Kumamoto

Al Mar il Giardino segreto di Takako Hirai: “Nelle mie opere il legame tra uomo e natura”

Takako Hirai

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19/marzo/2019 - h. 08.56

RAVENNA - È stata inaugurata lo scorso 2 marzo al Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e sarà visitabile fino al 31 marzo, l’installazione site specific “Giardino segreto” dell’artista Takako Hirai. L’opera, creata appositamente per la loggia interna del museo che si affaccia sui Giardini pubblici, è composta da gruppi di canne flessibili inserite su basi di recupero in legno, con alla sommità cubetti di vetro che oscillano con il vento e si illuminano quando la luce li colpisce. Un incanto di bellezza pura creato per un ambiente misterioso e ombroso – un giardino segreto, appunto – racchiuso da un cancello prezioso di tessere di vetro scintillanti. “Frequento quasi tutti i giorni i Giardini Pubblici, – dice la 43enne Takako Hirai, nata in Giappone realizzare un progetto in un posto così bello, a cui sono affezionata, era il mio sogno ed allo stesso tempo il mio segreto: ora il segreto è diventato quello di tutte le persone che visiteranno la mia opera”.

Da quanti anni vive a Ravenna?

“Vivo a Ravenna da ormai 14 anni, mi sono trasferita qui nel 2005 per studiare le tecniche legate al mosaico. Terminati gli studi, ho iniziato a lavorare nel campo dell’arte.”

Come mai è rimasta a Ravenna dopo gli studi?

“Prima di tutto perché mi sono trovata bene con le persone che ho conosciuto, anche se i primi anni non è stato facile integrarsi. Adesso, invece, percepisco nella gente una positiva curiosità di conoscermi ed una maggiore simpatia verso il mio paese d’origine. Mi piace vivere a Ravenna anche per l’atmosfera che si respira e per il fatto che sia una città a misura d’uomo. Lo studio del mosaico inoltre mi ha affascinata fin dall’inizio, ho voluto quindi approfondire queste tecniche e quale posto migliore in cui farlo se non a Ravenna? Inoltre qui è facile reperire attrezzi e materiali. Non è soffocante come può esserlo una grande metropoli: ci sono le valli, le colline, il mare, le campagne e le case con i suoi giardini ed i suoi cortili interni. Per non parlare poi della cucina romagnola…”

L’Italia possiede un patrimonio artistico invidiato in tutto il mondo. Cosa la affascina di più di questo Paese?

“È vero, l’Italia è culla di moltissime forme d’arte di inestimabile valore ed interesse. Ma la cosa che mi affascina di più è osservare l’armonia nella convivenza, che esiste in questo Paese, tra l’arte ed i suoi abitanti.”  

Molti stranieri si trasferiscono a Ravenna per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Da un punto di vista lavorativo, oggi, si può fare della propria arte una professione? 

“A Ravenna esiste un substrato creativo molto vivo e dinamico, tuttavia non è facile poter vivere della propria arte e la crisi economica di quest’ultimi anni non ha sicuramente agevolato il nostro lavoro, anzi. Questo scoraggia un po’, ma quando hai una passione, trovi la forza per continuare a credere in quello che fai.

Soffermandoci sulle sue opere, quali tecniche utilizza?

“Fin da piccola ho sempre amato lavorare con le mani. Mi sono laureata in pittura ad olio e poi ho incontrato il mosaico. In questo periodo ho ripreso il disegno a matita, ma cerco di realizzare le mie opere senza lasciarmi condizionare troppo dalle tecniche, anche se dei lavori artigianali adoro sicuramente quelli più severi, risultato di una disciplina rigida e metodica. Quando immagino qualcosa, e questa immagine è così viva da riuscire ad emozionarmi, nasce in me il forte desiderio di realizzarla, di volerle dare una forma. Spesso, quando creo, provo angoscia per la mia vita; a volte non so bene come gestirla ed è proprio in questi momenti che mi piacerebbe viverla come gli altri esseri della natura. Sarebbe bello essere un tutt’uno con la natura. Poi quando la mia opera è finita e sono soddisfatta del risultato, ne traggo consolazione. Ho capito che realizzo per essere consolata da qualcosa che è la stessa opera a trasmettermi.”

Ha partecipato a diverse mostre anche nell’ambito di Ravenna Mosaico, l’ultima la vede protagonista al Mar. Qual è il significato di “Giardino segreto”? 

“Quando lavoro con il mosaico, mi affascina osservare le forme che assumono i materiali quando sono tagliati con gli appositi strumenti di lavorazione, che infine danno vita alle tessere mosaicate. Con il taglio dato ai cubetti di vetri che compongono la mia installazione, il vetro diventa quasi un oggetto magico: rimane tagliente e trasparente, ma anche ondulato e riflette la luce. Così, ad un certo punto, mi è venuta voglia di essere circondata da tutti questi cubetti: da qui è nato il “Giardino Segreto”. Sembra quasi, a mio parere, che le tessere in vetro abbiano il potere di catturare l’attenzione del visitatore e siano in grado di assorbirne i pensieri. Poi, infine, li purificano e lasciano in ognuno di noi un senso di consolazione. Questi cubetti, inoltre, fissati alla sommità delle canne, affrontano il vento e si lasciano accogliere dalla luce, come la vita di ogni essere umano, fatta di solitudine ma anche di condivisione. È l'importanza della singola vita e del suo tempo fuori dalla società. La loggia del Mar è inoltre un luogo di confine che incontra da una parte l'aria dei giardini, dall’altra quella del Museo e dell’arte della sua città. Un luogo suggestivo e potente, ma anche un po' nascosto ed abbandonato. Per questo mi è sembrato il posto ideale in cui creare il Giardino Segreto: uno spazio da condividere in silenzio e in cui stare bene, abbandonando per un po’ tutto quello che ci circonda. Frequento quasi tutti i giorni i Giardini Pubblici di Ravenna: creare un’opera in questo luogo era il mio sogno e il mio segreto, ora è diventato il segreto di tutte le persone che andranno a visitare l’installazione.”

Sta lavorando a nuovi progetti? 

“Sì, a giugno esporrò la mia prima personale in Giappone, a Kumamoto, dove sono nata.”

Pensa un giorno di ritornare in Giappone? 

“Non ho ancora fatto progetti per il futuro. A Ravenna sto bene, anche se i primi anni avere una “vita normale”, fatta di piccole cose quotidiane, non è stato semplice. Avvertivo un profondo disagio perché straniera. Adesso invece mi piacerebbe viaggiare di più per visitare quei luoghi in cui non sono mai stata e magari per esporre le mie opere all’estero. Forse questo desiderio nasce del fatto che a Ravenna, ormai, posso dire di sentirmi a casa. Qui ho superato tanti ostacoli grazie anche agli amici che ho incontrato lungo il cammino, anche se non sarei mai arrivata fino a qui, senza la comprensione e il supporto della mia famiglia”.

Edi