Novafeltria

Reperti archeologici abbandonati in un pacco: scatta l'allarme bomba

A Poggio Torriana i carabinieri hanno fatto intervenire gli artificieri. Alla fine dentro la scatola c'era antico vasellame di cui si sta cercando di capire la provenienza

Reperti archeologici abbandonati in un pacco: scatta l'allarme bomba

Il pacco alla fermata

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21/marzo/2019 - h. 10.16

Un pacco bomba? No, reperti archeologici. Quella di ieri mattina è stata una giornata movimentata sulla strada provinciale Santarcangiolese del comune di Poggio Torriana. In mattinata un cittadino ha visto uno scatolone con una scritta al computer: "Reperti archeologici consegnare al museo. Chiama i vigili". Lo scatolone era alla fermata di un autobus. "Magari non è nulla ma qui c’è un pacco stano che invita a chiamare le forze dell’ordine, è scritto al computer”, spiega il cittadino al telefono. 

I carabinieri della compagnia di Novafeltria non la prendono alla leggera, scatta subito il piano per verificare che non si tratti di un ordigno o trappola esplosiva. Il capitano Silvia Guerrini ha diretto le operazioni sul campo, di concerto con il sindaco e la prefettura, disponendo l’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo di Novafeltria ed i colleghi di Villa Verucchio che, con l’ausilio della Polizia Municipale, hanno messo subito in sicurezza la zona: vengono avvisati i residenti delle case a ridosso della fermata del bus,è stata chiusa la strada provinciale dalle 11.00 alle 14.00 circa, sino all’arrivo degli artificieri dell’Arma  partiti subito da Bologna. 

La zona, completamente delimitata, ha destato qualche preoccupazione fra i residenti e le persone di passaggio “che cosa succede? vogliamo sapere, abitiamo qui” i carabinieri giunti appositamente in abiti “civili” proprio per non creare allarme hanno faticato non poco a rasserenare gli animi.

Gli artificieri dell’Arma, raggiunto il punto e scambiato le informazioni con i colleghi, sono intervenuti ed in un quarto d’ora circa hanno messo in atto le loro tecniche più avanzate ma il meno invasive possibile visto che all’interno “ci potevano essere, come poi è stato, dei reperti archeologici che con tecniche invasive potevano saltare” ha riferito proprio uno degli operatori al capitano Guerrini al termine dell’intervento “dopo aver scannerizzato il pacco con delle apparecchiature apposite in dotazione e scongiurato così la presenza di un ordigno,  abbiamo ritenuto di procedere con tecniche meno invasive possibile per non distruggere il pacco e preservare eventuali pezzi antichi che potevano trovarsi all’interno”. 

Una tecnica sicura ma anche soft che ha consentito di ritrovare una quarantina circa di pezzi di vasellame antico che – riferisce l’Ufficiale – “con tutta probabilità sarà  stato trovato da qualche contadino in un campo, il quale temendo di avere qualche guaio ha pensato di far ritrovare i pezzi in questo modo, forse senza rendersi conto dell’allarme che avrebbe provocato. I pezzi saranno comunque sequestrati per verificare anche altre eventualità, come lo scavo clandestino o la ricettazione, d’intesa con il Comando Tutela Culturale Carabinieri di Bologna e saranno posti a disposizione della Soprintendenza ai beni culturali al più presto”.