Ravenna

Un drone per tenere sotto controllo i pescatori abusivi

Il progetto della Provincia: controllare dal cielo i bracconieri che imperversano in pialassa. Nel 2018 sequestrate due tonnellate di vongole veraci

Un drone per tenere sotto controllo i pescatori abusivi
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22/marzo/2019 - h. 18.42

RAVENNA - Pescatori abusivi contrastati con i droni: questo il progetto della Provincia di Ravenna per rispondere al fenomeno a cui si è assistito negli ultimi due anni, quando si è registrata una crescita allarmante degli illeciti in materia di pesca abusiva e di bracconaggio di uccelli acquatici, in particolare nelle Pialasse della Baiona e dei Piomboni, oltre che nelle valli meridionali di Comacchio che ricadono in territorio ravennate. Lo sfruttamento di queste aree è determinato delle numerose specie di avifauna e di fauna ittica che popolano le pialasse, oltre che dalla difficoltà, da parte della polizia provinciale, di riuscire a monitorarle in quanto zone paludose attraversate da fosse e da canali. 

Per riuscire a contrastare questi fenomeni la provincia di Ravenna ha richiesto alla Regione E-R la concessione del contributo regionale che ammonterebbe a circa 225mila euro, presentando un progetto di soluzione tecnologica e sperimentale che permette di potenziare le attività di controllo dei corpi di polizia nelle pialasse. Il progetto in esame prevede in particolare l’acquisto di un drone con relativi accessori e dotato di visualizzazioni multiple, infrarosso e visivo, di un veicolo a motore tipo pick-up e della realizzazione di servizi di vigilanza diurni e notturni con imbarcazione da parte di un maggior numero di operatori. 

La crescita degli illeciti ittici preoccupa soprattutto per quanto riguarda la raccolta di vongole veraci da parte di gruppi di pescatori di frodo privi della necessaria licenza, che spesso utilizzano mezzi vietati come le turbo-soffianti danneggiando i fondali ed eludono le normative sanitarie in quanto non portano i molluschi ai centri di depurazione prima della vendita. Ma l’aspetto più allarmante è rappresentato dal fatto che questi gruppi di pescatori si sono ormai organizzati in vere e proprie bande, in cui spesso è facile individuare anche individui con gravi precedenti penali. 

“I normali servizi di vigilanza – sottolinea il testo della delibera provinciale - sono sempre più difficili da realizzare anche per le sentinelle e le ronde che questi gruppi usano abitualmente” e proprio per questo motivo “l’utilizzo di un drone per il controllo del territorio consentirà di migliorare l’efficacia dei servizi di vigilanza”. “L’altro problema – aggiunge la Provincia - che ci si trova ad affrontare è che la nuova normativa della pesca in particolare prevede quasi sempre il sequestro del pescato, delle attrezzature, dei natanti e dei mezzi utilizzati per cui ci si trova praticamente in tutti i servizi a dover sequestrare attrezzature di tutti i tipi spesso sporche e in pessime condizioni e di dover caricare e trasportare di solito presso i nostri magazzini.” 

Nel 2018 la Polizia provinciale ha infatti effettuato, solo per la pesca di frodo di molluschi, il sequestro di quasi 2 tonnellate di vongole, 15 imbarcazioni e decine di motori marini, pompe idrauliche per le turbosoffianti, tubazioni in gomma, compressori, bombole per subacquei, rastrelli, casse e altri tipi di attrezzature. “Il loro trasporto potrebbe essere facilitato – si legge nel documento – da un veicolo da lavoro dotato di vano di carico come un pick-up". Il pick-up, stando alla delibera, apparirebbe infatti più adatto rispetto ad un normale fuoristrada “in quanto dotato di capacità di traino considerevolmente più elevata”, anche perché la polizia provinciale si trova costantemente a dover caricare e scaricare le attrezzature su rive fangose o con tratti scoperti per la bassa marea. Una elevata capacità di traino e la presenza delle marce ridotte sarebbero dunque “una garanzia di sicurezza sul lavoro e di facilitazioni nelle continue operazioni che vengono realizzate.”

Gli obiettivi quindi che la Provincia si prefigge con questa proposta progettuale, se valida ad ottenere il contributo regionale, sono quelli di riuscire a “verificare la presenza in pochissimo tempo di persone in ampie zone grazie all’utilizzo di un drone con elevate caratteristiche tecnologiche”. Invece dotarsi di un pick-up consentirebbe di effettuare “i sequestri di materiali in modo più efficace caricando anche attrezzature sporche e in cattive condizioni d’uso”. “Bisogna infine tenere presente – sottolinea la delibera - che la pialassa Baiona e la pialassa dei Piomboni sono zone molto frequentate dai ravennati anche per la presenza di un centinaio di capanni da caccia, da pesca o semplicemente ricreativi posizionati per la maggior parte lungo i bordi esterni del territorio vallivo. L’aumento dei furti nei capanni e di imbarcazioni di proprietà dei capannisti avvenuto negli ultimi anni è causa di forte allarme per la cittadinanza abituata a fruire di questi luoghi tranquillamente.”

La presenza di pescatori abusivi ha decisamente trasformato la situazione, dunque “una maggiore presenza e visibilità della polizia provinciale e delle altre forze di polizia – concludono dalla Provincia  - potrebbe contribuire alla tutela della vivibilità e della sicurezza di queste zone di elevato valore ambientale”.

Edi