Ciclismo

Coppi e Bartali: Gatteo aspetta Belletti, Forlì Montaguti

Al via la corsa a tappe con 4 appuntamenti in Romagna. I ciclisti di casa tra i favoriti. Sperano anche Pacioni e Malucelli. In gara anche il baby Baroncini

Coppi e Bartali: Gatteo aspetta Belletti, Forlì Montaguti

Matteo Montaguti

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25/marzo/2019 - h. 18.25

La Romagna cala un poker d’assi per la Settimana internazionale Coppi e Bartali: saranno quattro i ciclisti di casa alla corsa che prenderà il via mercoledì 27 marzo per concludersi il 31 in Emilia. Sono i gatteesi Manuel Belletti (Androni-Sidermec) e Luca Pacioni (Neri sottoli) e i forlivesi Matteo Montaguti (Androni-Sidermec) e Matteo Malucelli (Caja Rural). Ma non è finita: nelle ultime ore è stato iscritto anche Filippo Baroncini che corre per la formazione continental Beltrami Tsa e che da tempo è nel giro della Nazionale. Il promettente 18enne di Massa Lombarda sarà uno dei più giovani concorrenti in gara. Quattro gli appuntamenti nella terra di piadina e liscio:  dopo la tradizionale apertura con le due semitappe di Gatteo, il 28 sarà la volta della Riccione-Sogliano mentre il 29 è prevista la Forlì-Forlì. Nella mattinata del 27 ci si attende lo sprint di Belletti, già vincitore per due volte sul traguardo di casa, con gli altri velocisti Malucelli e Pacioni a contendergli il titolo di profeta in patria mentre la cronosquadre del pomeriggio Gatteo a Mare-Gatteo del pomeriggio rimescolerà le carte in vista dei due impegnativi arrivi dei giorni seguenti in cui a fare selezione saranno le salite di Torriana e Monte Tiffi e, grande novità dell’edizione 2019, la Rocca di Predappio con i suoi 7 passaggi.

Belletti, 33 anni e 17 successi in carriera, vuole rompere il ghiaccio in una stagione cominciata con un capitombolo in Argentina che gli è costato la frattura di tre costole: “Ho perso tempo, non mi sono allenato bene perché non ho potuto forzare”, racconta. Eppure alla Milano-Sanremo, la corsa dei suoi sogni che qualche anno fa gli “regalò” perfino un principio di congelamento, è rimasto coi migliori fino all’ultimo: “Nonostante non corressi da un mese, mi sono staccato sul Poggio dopo 1 km e mezzo”. Come molti, più in palla di lui. Ora però viene il bello: “Sto bene, è chiaro che mi piacerebbe fare il tris in casa”. Ma a Gatteo si arriverà in volata o…? “Ah, la corsa, la fanno i corridori”, risponde serafico Belletti. Sulla carta c’è anche la tappa di Crevalcore di sabato e a seguire un filotto di corse di avvicinamento al Giro d’Italia in cui poter piazzare la stoccata decisiva: il Giro di Sicilia, la Sarthe in Francia, il Croazia. Infine la corsa rosa dove la fortuna ha raramente sorriso a Belletti, quasi a volergli far pagare il fio della splendida vittoria del 2010, nella sua Cesenatico, che è ancora l’ultimo successo di un romagnolo al Giro.  

Chi sta ancora meglio è Montaguti: alla Sanremo lo abbiamo visto sgambettare in testa al gruppo dei migliori sul Poggio, poco prima che partisse l’azione decisiva. “Purtroppo ho un po’ perso l’attimo – racconta Montaguti, 35 anni, prima stagione all’Androni di Pino Buda, l’uomo che in Romagna mette lo zampino nel 90% delle robe ciclistiche a pedali -. Avevo preso la salita indietro, ho fatto una volata per portarmi davanti ma quando sono arrivato lì e ho visto fuoriclasse come Stybar e Gilbert a tutta, al lavoro per Alaphilippe, ho avuto un attimo di esitazione”. Così la sua Classicissima è finita con un onorevole 33esimo posto, nel secondo gruppo a una manciata di secondi dai big e con qualche rimpianto: “Ho confrontato on line i dati del computerino: nella prima parte del Poggio ho il Kom, il miglior tempo assieme a Sagan…”. Un titolo virtuale che però fa morale, considerato che anche Matteo è arrivato alla Sanremo, per la prima volta, senza la Tirreno nelle gambe: “Ma ormai ho abbastanza esperienza per trovare la forma anche allenandomi da solo, non ho neanche più un preparatore”. 

Così nelle scorse settimane ci ha dato dentro proprio sulle strade che in settimana saranno percorse dalla Coppi e Bartali: “Le conosco a memoria – racconta Montaguti che fino a pochi anni fa viveva a Meldola -. La Rocca, poi, è una delle mie salite preferite per i test”. E dunque? “Non so ancora se farò classifica o se è meglio avere più libertà per puntare a una tappa, magari quella di casa. Di sicuro qualcosa mi inventerò perché la gamba c’è”. Anche gli avversari non mancano: “Dipenderà molto dagli Sky, dai loro uomini e dalle loro tattiche, vedremo”. Di sicuro, dopo 8 anni alla francese Ag2r, Montaguti respira un’aria nuova: “All’Androni mi sento più tranquillo, più motivato. So che posso correre per me ma anche aiutare la squadra per un obiettivo comune che è la conquista della Coppa Italia. Mi piace la mentalità di questo team, di conseguenza corro più sereno”. Per questo Montaguti non sente l’assillo della vittoria alla corsa organizzata dal Gs Emilia: “Dopo la Coppi e Bartali ad aprile ci saranno il Giro di Sicilia e il Tour of the Alps dove due anni fa conquistai una tappa”. E poi, naturalmente, il Giro, in cui il successo è stato più volte sfiorato ma mai raggiunto. Certo, però, che venerdì arrivare sul traguardo di piazza Saffi a Forlì a braccia levate sarebbe una goduria…

Qui tutti i dettagli della manifestazione.