Ravenna

Multe: il Comune ha incassato dieci milioni di euro nel 2018

Bilancio 2018: il servizio più remunerativo è quello della sosta: incasso di 2,2 milioni a fronte di 950mila euro spesi. Le tariffe della piscina comunale coprono invece solo il 2,53 per cento dei costi

Multe: il Comune ha incassato dieci milioni di euro nel 2018

Il municipio di Ravenna

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02/aprile/2019 - h. 11.38

RAVENNA - Il Comune di Ravenna ha incassato oltre dieci milioni di euro dalle multe. Per l’esattezza 10,468 milioni di euro. Il dato emerge dal rendiconto della gestione 2018 in cui si leggono i numeri definitivi derivati dall’attività dell’amministrazione dello scorso anno. Rispetto alle previsioni iniziali, il Comune ha incassato circa mezzo milione in più. Tra le multe ci sono anche 672mila euro di dubbia esigibilità: sono quelle contestate agli abusivi per il commercio non autorizzato. Queste cifre vengono iscritte nell’apposito fondo.

Molto interessante il dato che mostra quanto rendano i servizi al fronte dei costi. Il più remunerativo in assoluto è quello della gestione delle aree di sosta: a fronte di una spesa di 950mila euro, il Comune ha incassato oltre 2,115 milioni dalle tariffe. Si tratta dell’unico servizio in cui è evidente un “guadagno”. In generale i servizi comunali sono coperti da tariffe e altre entrate per circa il 60 per cento. A fronte di una spesa totale di 28,7 milioni di euro, le entrate ammontano a 17,168 milioni. Quelle da tariffe sono pari a 10,231 milioni di euro. 

Il servizio meno remunerativo è la gestione della piscina: costa 603.314 mila euro, le tariffe coprono il 2,53 per cento (15.280 euro). Gli asili nido sono invece coperti per il 63 per cento del loro costo (3,958 milioni di euro) mentre il servizio mensa arriva all’81,72 per cento. Buona la copertura del pre-post scuola: a fronte di 485.422 mila euro ne entrano 423.529. Gli utenti pagano quindi l’87,25 per cento del servizio. La gestione del Mar nel 2018 è costata 1,228 milioni di euro a fronte di 752mila euro di entrata (61,22 per cento) mentre l’Accademia di Belle Arti è costata al Comune 804.160 euro con una copertura - in gran parte dovuta a trasferimenti - del 48,47 per cento. 

Il Comune non è ricorso a nuovo indebitamento. Alla fine del 2018 il debito residuo è di 18,610 milioni di euro. Un percorso virtuoso da questo punto di vista, se si pensa che nel 2002 tale cifra ammontava a 150 milioni di euro e il debito è andato diminuendo costantemente. Oggi la quota pro capite per abitante è di 118 euro, un dato largamente inferiore a quella media dell’Emilia-Romagna, che nel 2015 - ultimo dato disponibile -  si attestava attorno ai 746 euro. Al momento il Comune paga 332,139 euro di interessi annui.