Rimini

Arrivano i fondi per il nuovo Study City Center a palazzo Lettimi

La biblioteca include inoltre sale consultazione e studio, spazi laboratorio, mentre la residenza universitaria include spazi ricreativi e di relazione

Arrivano i fondi per il nuovo Study City Center a palazzo Lettimi

Study City Center

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02/aprile/2019 - h. 12.47

RIMINI - Sarà a breve ricucita l’ultima grande ferita lasciata dalla guerra. Dopo la ricostruzione del Teatro Galli è ora la volta della ricostruzione di Palazzo Lettimi destinato, grazie all’accordo tra Comune di Rimini e Alma Mater, a diventare il nuovo Study City Center della città che potrà così contare su un complesso integrato di servizi allo studio che include, oltre a 65 nuovi posti alloggio al Campus di Rimini, la nuova biblioteca universitaria con oltre 60.000 volumi e oltre 150 posti a sedere, una sala conferenze/esposizioni a disposizione dell’Università e della città, spazi ricreativi.

E’ di ieri infatti la notizia che il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha approvato tutti e sei i nuovi progetti presentati dall'Università di Bologna per la realizzazione di alloggi e residenze per gli studenti universitari e tra questi quello del Campus di Rimini progettato nell’area di Palazzo Lettimi che, con un finanziamento ministeriale di 5,3 milioni di euro, prevede la realizzazione d un complesso integrato di servizi di Campus.

L'inizio dei lavori è programmato per fine 2020/inizio 2021. Il progetto prevede la realizzazione di circa 3.200 metri quadri da destinare ad un complesso integrato di servizi allo studio che a partire dalla residenza universitaria, circa 1.550 mq per 65 posti alloggio, include la nuova biblioteca di Campus di circa 1.500 metri quadri, oltre a disporre di oltre 150 posti a sedere, di una sala conferenze/esposizioni di circa 80 mq per 70 persone e di un servizio ristoro di 70 metri quadri circa. La biblioteca include inoltre sale consultazione e studio, spazi laboratorio, mentre la residenza universitaria include spazi ricreativi e di relazione.

La corte esterna rimarrà permanentemente spazio pubblico destinato ad accogliere eventi culturali durante la bella stagione, nel periodo invernale la programmazione potrà avvenire negli spazi culturali interni. La progettazione è concepita per gestioni autonome e per un uso flessibile degli spazi principali e consente l’eventuale apertura serale della biblioteca, dello spazio ristoro oltre che del giardino. Dei 3200 metri quadri di progetto, una parte è destinata a residenza universitaria per visiting professor e studenti e per spazi studio; mentre un’altra è destinata a biblioteca universitaria e a sala conferenze e rappresentanza. 

“E’ una straordinaria notizia – è il commento del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – perché accanto alla crescita del Campus riminese dell’Alma Mater si innesta l’occasione eccezionale di recuperare un pezzo importante di Rimini e, con la funzionalità, salvarlo dal degrado e restituirlo ai riminesi. E’ il frutto di un percorso virtuoso, capace di svilupparsi attorno a quel Protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Rimini e l’Università di Bologna per l’attuazione del programma di sviluppo del polo universitario della città, che uno dopo l’altro raggiunge i suoi obiettivi qualificanti. Ed ora, dopo che solo lo scorso anno è stato inaugurato il complesso del Leon Battista Alberti e nel 2017 il Tecnopolo a disposizione dei Centri Interdipartimentali di Ricerca Industriale dell’Università di Bologna, si aggiunge anche Palazzo Lettimi. Un percorso comune in cui Rimini si gioca il proprio futuro mettendo al centro il valore della conoscenza in un rapporto virtuoso con l’Università, che desideriamo ringraziare per l’intelligenza e la disponibilità con cui si è sempre rapportata con il nostro territorio, e la stessa filiera economica. Più conoscenza significa più ricerca, più innovazione, più occupazione, più benessere diffuso.”

Palazzo Lettimi è uno dei più prestigiosi palazzi del Rinascimento riminese, e rappresenta ancora oggi una ferita – l’ultima - aperta nella città dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Costruito agli inizi del Cinquecento da Carlo Maschi, uomo di governo insignito di varie cariche pubbliche, il palazzo, di quattro piani, passò in eredità alla famiglia Marcheselli. Fu Carlo che commissionò la decorazione del salone del piano nobile, affidata nel 1570 al faentino Marco Marchetti, noto per aver lavorato a Palazzo Vecchio di Firenze. Tema delle pitture erano le gesta di Scipione l’Africano ai tempi della seconda guerra punica. Alcune delle tavole a soffitto, salvate dai disastri della guerra, sono ora al Museo della Città.

L’edificio, che aveva ospitato i regnanti inglesi e Cristina di Svezia, nel 1770 entrò in possesso della famiglia Lettimi. Andrea, il nuovo proprietario, restaurò la costruzione e la innalzò di un piano, collegandola all’attigua residenza. Dal 1902 diventò di proprietà comunale per lascito testamentario, con il vincolo che il Liceo musicale fosse intitolato a Giovanni Lettimi.

Del palazzo cinquecentesco si conserva il portale che, nelle formelle a bugna, unisce i simboli araldici della rosa quadripetala malatestiana ed il diamante dei Bentivoglio, in ricordo forse di un’unione matrimoniale fra le due famiglie vicine a Carlo Maschi. Cinquecenteschi anche il caratteristico muro a scarpa, raccordato alla parete da un cordolo in pietra e le finestre corniciate in pietra, sormontate dallo stemma della famiglia Maschi e da una coppia di delfini.