Bologna

Infermieri a chiamata, l'ispettorato del lavoro entra in corsia

Secondo un'indagine alcuni studi professionali agiscono di fatto come agenzie per il lavoro ma senza pagare straordinari, ferie e festivi.

Infermieri a chiamata, l'ispettorato del lavoro entra in corsia
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03/aprile/2019 - h. 17.59

BOLOGNA - Una vasta indagine dell'ispettorato del lavoro di Bologna ha fatto emergere la pratica dell'utilizzo di "infermieri a chiamata". Un servizio di Repubblica Bologna ha rivelato l'esistenza di un'inchiesta che ha rivelato l'esistenza di una rete di studi professionali che gestiscono circa 200 infermieri a chiamata, con piattaforme online "simili a quelle dei fattorini del cibo a domicilio". Inoltre una falsa cooperativa gestiva 165 badanti. 

"Sfruttando necessità reali delle famiglie e buchi di organico delle strutture, le società gestiscono il personale in un modo che gli ispettori hanno contestato come irregolare chiedendo assunzioni dirette, erogando multe salate e contestando contributi non versati per oltre due milioni di euro", scrive il quotidiano. Studi professionali che agiscono sostanzialmente come agenzie per il lavoro ma non ne hanno i requisiti e non pagano ferie, straordinari e festivi. Il modus operandi sarebbe diffuso in tutta la regione, Romagna compresa.  Il secondo caso riguarda invece una finta cooperativa con sede in città che gestisce tuttora 165 badanti, impiegate dalle famiglie per seguire anziani e malati in casa o in ospedale. Le badanti, come succede spesso per i facchini nei magazzini della logistica, sono socie sulla carta ma dipendenti nella realtà, tanto che anche in questo caso l’Ispettorato contesta il loro inquadramento scorretto per abbassare i costi, con tredicesime, Tfr e contributi non versati. 

Il tema è finito al centro di un'interrogazione in Regione del Movimento 5 Stelle: " L’indagine  fa emergere come il fenomeno dell’infermiere a chiamata non sia così residuale come le istituzioni pubbliche, Regione in testa, hanno finora lasciato credere, tranquillizzando chi, come la stessa consigliera, ha più volte richiamato l’attenzione su questo fenomeno". Il Movimento chiede l’intervento della Giunta affinché “si contrasti il diffondersi di modalità di gestione degli infermieri attraverso piattaforme che gestiscono il sistema dalla candidatura alla chiamata, costringendoli a lavorare da professionisti autonomi, ma con gli obblighi del lavoro dipendente, sette giorni su sette e senza alcun tipo di tutela, dalla malattia allo straordinario alle ferie”.

All'attacco anche la Uil Fpl regionale: "Le Aziende Sanitarie devono privilegiare la logica che un infermiere rappresenta un investimento e non semplicemente un numero per tappare buchi nelle dotazioni organiche. Il lavoro a chiamata di professionisti sanitari male si addice al concetto di migliore organizzazione e continuità assistenziale". L'invito è quello di utilizzare le graduatorie vigenti.