Ravenna

Minore finge di essere scappato dal padre violento, ma si rivela una truffa: denunciate tre persone

Il giovane ha riferito alla polizia di essere arrivato in Italia clandestinamente; qui di aver preso un treno, fermandosi casualmente a Faenza, dove aveva incontrato, sempre per caso, il 52enne. Tutto questo si è rivelato poi falso

Minore finge di essere scappato dal padre violento, ma si rivela una truffa: denunciate tre persone
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05/aprile/2019 - h. 18.27

RAVENNA - Lo scorso ottobre, al comando della polizia locale di Faenza si era presentato un 52enne, cittadino italiano residente a Castel Bolognese, accompagnando un minore albanese di 16 anni; l’uomo sosteneva di averlo notato da solo, in difficoltà, alla stazione di Faenza. Il minore, munito di passaporto con timbro di ingresso nell’Unione Europea dalla Grecia, ha riferito agli agenti di essere scappato dal padre che lo picchiava, di essere arrivato in Italia clandestinamente e di aver in seguito preso un treno, fermandosi casualmente a Faenza, dove aveva incontrato, per caso, il 52enne, che lo aveva soccorso. 

Considerato che il minore era ben vestito, particolare che contrastava con il racconto del lungo viaggio fatto, peraltro in condizioni disagiate e, ascoltate anche le dichiarazioni dell’accompagnatore, apparse agli agenti contraddittorie, i polizziotti si sono insospettiti sul reale stato di abbandono del minore. La polizia locale, coinvolti nelle verifiche i colleghi del commissariato di Faenza, hanno potuto constatare che tali sospetti erano fondati. Grazie alla presa visione dei filmati di videosorveglianza del comune, è stato infatti possibile verificare la presenza di una terza persona che si allontanava dalla coppia vicino al comando di polizia locale.

L’autorità giudiziaria minorile, informata dei fatti, ha delegato gli investigatori del commissariato di Faenza a svolgere approfonditi accertamenti nel corso dei quali è emerso che tutta la famiglia del minore, di origini albanesi, era coinvolta nell’organizzazione del viaggio in Italia, dove il minore era stato accolto da un parente per alcuni giorni a Castel Bolognese in attesa che il 52enne italiano si rendesse disponibile ad accompagnarlo alla polizia. 

Il minore è stato infatti accompagnato agli uffici di polizia dal 52enne italiano che era effettivamente un estraneo per il giovane: tutto questo organizzato per rendere più credibile una versione dei fatti che, come in altri numerosi casi trattati dalla polizia, è risultata poi essere falsa. Nel corso delle indagini condotte dagli investigatori, si è giunti alla identificazione della persona che era in auto con la coppia e che poi si era allontanata, una volta arrivati al comando, per non essere coinvolta. 

Si tratta di un 26enne albanese, residente a Castel Bolognese, parente del minore che, in accordo con i familiari, lo ha accompagnato ed accudito nella propria abitazione per alcuni giorni. Nei giorni scorsi, al termine dell’attività investigativa, tutte e tre le persone coinvolte sono state denunciate alle competenti autorità giudiziarie per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato