Forlì-Cesena

Velo Ok, nelle strade di quartiere serve la pattuglia: il richiamo della prefettura ai sindaci

Dilaga l'utilizzo dei dispositivi di rilevamento della velocità. Il prefetto in una nota chiarisce i termini nei quali possono essere utilizzati

Velo Ok, nelle strade di quartiere serve la pattuglia: il richiamo della prefettura ai sindaci
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12/aprile/2019 - h. 08.21

FORLì - La Prefettura di Forlì-Cesena ha inviato una nota a tutti i Sindaci della provincia per fornire le indicazioni di carattere generale in ordine alle modalità di impiego dei dispositivi di rilevamento della velocità, i cosiddetti Velo Ok, il cui utilizzo sta diventando sempre più frequente sul territorio locale. Scopo principale della lettera inviata agli Enti locali - che richiama le principali  linee guida in materia fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con numerosi pareri - è quello di assicurare l’uniformità dell’attività di rilevazione delle infrazioni eseguita con tali apparecchiature sul territorio provinciale.

 Anzitutto, è stato evidenziato che l’unico impiego consentito dei Velo Ok è quello di prevedere l’installazione, al loro interno, di misuratori di velocità di tipo approvato precisando che, in tal caso, si applicano le disposizioni vigenti in materia di controllo della velocità (il richiamo è alla disciplina in materia di autovelox).  Viene, inoltre, chiarito che anche una collocazione fissa delle postazioni non implica necessariamente un’attività di rilevamento continuativa, potendo i box accogliere al loro interno, anche saltuariamente, gli apparecchi di controllo della velocità. 

Quanto alla collocazione è stato precisato che gli stessi possono essere utilizzati su tutte le tipologie di strada con la presenza degli agenti, Ma possono essere impiegati anche senza la presenza dell pattuglua. In tal caso, gli apparecchi devono essere debitamente approvati per il funzionamento automatico e potranno essere installati soltanto sulle strade di tipo A e B (autostrade e extraurbane principali), oppure su strade di tipologia C e D (extraurbane secondarie e urbane di scorrimento) o tratti di esse, individuati con decreto del Prefetto. 

Spiega la prefettura: "Considerato che il frequente ricorso ai Velo Ok riguarda, per lo più, le strade urbane locali e di quartiere, ovvero quelle urbane di scorrimento ed extraurbane secondarie non individuate dal citato decreto prefettizio, gli enti locali che installano il manufatto dovranno assicurare il necessario presidio degli organi accertatori, al fine di non inficiare la legittimità degli accertamenti eseguiti. A tale proposito, è stata rilevata la necessità di assicurare - da parte delle Polizie Municipali dei Comuni che faranno ricorso a tali dispositivi - la contestazione immediata delle violazioni rilevate, in aderenza a quanto disposto dal Codice della Strada, atteso che la contestazione differita, pur prevista dallo stesso Codice, rappresenta un’ipotesi eccezionale e, come tale, deve essere supportata da adeguata motivazione".

È stata, inoltre, richiamata l’attenzione sull’esigenza di accertare che i misuratori di velocità, già omologati, mantengano invariati gli standard meccanici e funzionali che hanno dato luogo alla loro approvazione, nonché di assicurare l’effettiva visibilità dei box con apposita segnaletica, ben visibile per l’utenza e posizionata nelle forme e nei modi previsti dalla disciplina di settore.