Bologna

Aggressioni in ospedale: in quattro anni sono raddoppiate

I dati dell'Ausl Bologna: nel 2014 erano 122, nel 2018 sono state 255. Marchetti: "Gli operatori sanitari sono in prima linea e le Istituzioni hanno il dovere di tutelare questi lavoratori che svolgono una mansione così importante"

Aggressioni in ospedale: in quattro anni sono raddoppiate
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17/aprile/2019 - h. 12.52

BOLOGA - “Allarme rosso in corsia: boom di aggressioni in ospedale. Fra il 2014 ed il 2018 gli episodi di violenza nei confronti del personale ospedaliero dell'Ausl sono più che raddoppiati, passando dalle 122 aggressioni del 2014 alle 255 del 2018”. Lo rivela il consigliere regionale della Lega, Daniele Marchetti, snocciolando i dati della risposta ricevuta dall'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, a una sua pregressa interrogazione.

“Per quanto riguarda l'Azienda Usl di Bologna, infatti, nel 2014 sono stati segnalati 122 episodi di violenza, così ripartitti: 48 aggressioni presso l'area Psichiatria/Sert, 17 presso l'area Pronto soccorso e 57 nell'area Medica-ambulatoriale. Aggressioni aumentate del 109% in appena quattro anni, visto e considerato che, sempre nelle medesime strutture dell'Ausl bolognese nel 2018 le aggressioni al personale sono state 255 (ben 108 presso l'area Psichiatrica/Sert, 16 nell'area Pronto soccorso e 131 nell'area Medica-ambulatoriale)” spiega il consigliere leghista. Numeri "piuttosto allarmanti, nonostante le azioni tanto sbandierate dall'Ausl per ridurre i casi di aggressione, i numeri registrati risultano in crescita a tripla cifra. Gli operatori sanitari sono in prima linea e le Istituzioni hanno il dovere di tutelare questi lavoratori che svolgono una mansione così importante per la nostra società. Chiederò un'audizione per ascoltare i rappresentanti sindacali sul tema affinché la politica possa (perché deve) approntare risposte concrete per risolvere questa situazione di escalation di violenza. Quella medesima classe politica che, oggi più che mai, deve non solo aprire gli occhi ma anche e soprattutto le orecchie” conclude Marchetti".