Imola

Il Consiglio di Stato ha bocciato definitivamente l'ampliamento della discarica Tre Monti

Regione battuta: il sito di smaltimento, che serve anche il territorio faentino, verso la chiusura. Ora la gestione dei rifiuti diventa difficile

Il Consiglio di Stato ha bocciato definitivamente l'ampliamento della discarica Tre Monti
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18/aprile/2019 - h. 15.42

Il Consiglio di Stato ha bocciato l'ampiamento della discarica di Imola. Dopo la sentenza del Tar anche il secondo grado della giustizia amministrativa ha detto che all'origine dell'ampliamento della discarica Tre Monti (che insiste anche sulla provincia di Ravenna) c'era un difetto che è riassumibile così: è stato ignorato il parere negativo del Ministero dei beni e delle attività culturali che era stato richiesto proprio dalla Regione stessa. I giudici ricordano infatti che tale decisione ha comportato di fatto "la volontà di ritenere rilevante e decisivo, ai fini del rilascio della Valutazione 'impatto ambientale,, l’apporto conoscitivo e valutativo dell’Amministrazione preposta alla cura dell’interesse sensibile espresso dal particolare contesto ambientale". Un "autovincolo" da cui deriva " l’obbligo di tenere in considerazione, ai fini della decisione finale, il parere manifestato dal Segretariato regionale del Ministero". Il parere è stato negativo ed è arrivato il 16 settembre 2016

"Quest’ultimo parere ha riguardato il progetto originariamente presentato dai proponenti (comprensivo dell’ampliamento del lotto numero 3 e della nuova edificazione del lotto numero 4) ed ha manifestato criticità in relazione ad entrambi i lotti (nel caso del lotto numero 3, criticità di carattere ambientale legate ai crinali e ai profili collinari; nel caso del lotto numero , criticità di carattere paesaggistico, in ragione della presenza di boschi e di corsi d’acqua)". La parcellizzazione "dell’originario progetto in due progetti diversi, ciascuno sottoposto a procedimenti paralleli di VIA, instaurati l’uno successivamente all’altro, non può divenire motivo od occasione di elusione del controllo spettante al Ministero dei beni culturali". 

Infatti - scrive ancora il Consiglio di Stato - "il progetto è stato ideato, all’origine, dagli stessi proponenti come unitario (sopraelevazione e nuova estensione della discarica) e, per un altro verso, è stata la stessa Regione a decidere di autovincolarsi alla richiesta del parere del Mibact (anche) per il nuovo progetto stralciato e non più formalmente riguardante un’area sottoposta a vincolo, ingenerando così in tutte le Autorità coinvolte nella conferenza, il convincimento e il ragionevole affidamento circa la sussistenza di una relazione di interferenza tra le aree tutelate e quelle immediatamente viciniori, non sottoposte a vincolo;  la Regione, a prescindere dalla natura non vincolante del parere espresso dal Mibact, avrebbe dovuto motivare specificamente le ragioni del superamento del dissenso, non potendosi limitare, sic et simpliciter, a ritenere il parere medesimo come mai reso".

La bocciatura dell'ampliamento della discarica ora pone non pochi problemi alla gestione regionale dei rifiuti perché la Tre Monti era una delle discariche che nel piano bolognese era destinata a rimanere aperta. Nell'ultimo anno i rifiuti ad essa destinata sono stati in parte avviati a Forlì e in parte a Granarolo. Ora resta da vedere cosa succederà.  

LE REAZIONI


Il Comune di Imola, che nel giudizio in appello sì è costituito per tutelare la salute pubblica, rappresentando l'inadeguatezza, nell'ambito del procedimento di VIA, delle valutazioni sanitarie effettuate, ritiene pertanto di avere correttamente evidenziato profili di illegittimità accolti nel merito dal Consiglio di Stato.  

Intanto arrivano i primi commenti politici. Esulta la sindaca di Imola  Manuela Sangiorgi che da sempre si è detta contaria all'ampliamento: "Aspettavamo con trepidazione - scrive su Facebook - , dalla fine dello scorso dicembre, quest’ottima notizia che intendiamo come una tutela assoluta per il nostro ambiente e per la salute degli imolesi. La respinta del ricorso presentato da Regione, Herambiente e Con.Ami contro la sentenza del Tar relativa all’ampliamento del sito di via Pediano trova un elemento rafforzativo, inoltre, nell’eccezione prodotta come Comune di Imola relativa al profilo della salute pubblica dove mancavano evidentemente gli approfondimenti adeguati e necessari. Siamo molto soddisfatti, continuiamo a tutelare Imola ed i suoi cittadini, ora a livello regionale dovranno individuare in modo definitivo un piano B per la gestione dei rifiuti".

Arriva anche il commento di Daniele Marchetti (Lega Nord): " Il procedimento di ampliamento della discarica Tre Monti di Imola, portato avanti da Herambiente, Con.Ami e Regione Emilia-Romagna è stato definitivamente bocciato dalla magistratura: il Consiglio di Stato ha infatti definitivamente bocciato il progetto di sopraelevazione dell'impianto. Si tratta di un rompicapo per i piani alti della Regione Emilia-Romagna. Avevo avvertito la Giunta regionale di riflettere bene prima di inserire un impianto dal futuro incerto nel piano regionale rifiuti, e, alla luce della sentenza odierna, le mie perplessità sono state confermate. Pertanto: poiché la Tre Monti non può essere più considerata una “discarica strategica”, l'attuale Piano rifiuti regionale va cestinato: cosa intende dunque fare la Giunta, per ovviare alla leggerezza iniziale con la quale aveva indicato l'impianto imolese come “strategico”, benché pendesse su di esso una questione legale che solo oggi, con la sentenza del Consiglio di Stato, è stata dipanata?” scrive Marchetti in un'interrogazione regionale. Sul versante imolese invece, “il Comune a questo punto dovrà prevedere una strategia alternativa per garantire al Con.Ami, soggetto proprietario della discarica, un equilibrio economico. Risulta fondamentale a questo punto, sapere come intende gestire l'impianto post mortem, e, soprattutto, se ha già pensato ad un'idea alternativa per garantire un equilibrio economico al Con.Ami?” domanda l'esponente del Carroccio.