Forlì

Salvini si affaccia dal balcone per il comizio, il sindaco: "Penoso e inaccettabile"

Il leader della Lega ha voluto salutare la folla che lo ha accolto in piazza sotto la pioggia, anche se non sono mancati i contestatori. "Dopo 70 anni libereremo la città dalla sinistra"

Salvini si affaccia dal balcone per il comizio, il sindaco: "Penoso e inaccettabile"
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04/maggio/2019 - h. 10.57

Polemica a Forlì per il comizio di Matteo Salvini. Il ministro dell'Interno è passato dalla Romagna durante il suo tour elettorale per sostenere il candidato Gian Luca Zattini. Accanto a lui il sottosegretario della Lega Nord forlivese, Jacopo Morrone. Il gesto che fa discutere è la scelta di affacciarsi al balcone di piazza Saffi per salutare i sostenitori: circa duemila persone che, nonostante la pioggia, dotate di ombrello hanno aspettato il ministro in piazza. Salvini ha deciso di uscire a salutarli e ha intonato "Romagna Mia". «Alla sinistra sono rimaste le minacce, gli insulti e i clandestini. Io stavo parlando dentro a qualche centinaio di persone però voglio prendere l'acqua come voi perché libereremo questa città e questa terra. Più minacciano e più ho voglia di tirare dritto come un treno». Poi le risposte ironiche ai contestatori. Immancabile il coro "Romagna Mia".

Qui sotto il video dell'intervento del ministro dalla pagina Fb. 

Il comizio non è piaciuto al sindaco Davide DreI. Su Facebook l'attuale primo cittadino attacca duramente: "Salvini è stato penoso. Usare il balcone del Municipio su piazza Saffi per parlare a una (per la verità scarsa) platea di un comizio sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime. Cosa che per Forlì, che ha nella sua piazza principale un luogo di rispetto e memoria per i partigiani che qui vennero impiccati e per il sacrario alle vittime della guerra, è semplicemente inaccettabile. Usare la funzione di ministro dell'Interno per usare ogni spazio al di fuori dei regolamenti comunali, confondendo il ruolo istituzionale con quello del segretario di un partito, è un dispetto ai valori costituzionali basilari su cui si fonda l'Italia. Una brutta serata purtroppo per la nostra città, un pessimo modo di fare campagna elettorale, non all'altezza della storia democratica di Forlì". 

Critiche anche dalla Cgil. Il segretario provinciale della Cgil, Maria Giorgini, scrive in una nota: "Uno sfregio alla città e alla Piazza  intitolata alla memoria di Aurelio Saffi che custodisce il sacrario ai caduti per la libertà a memoria dei 465 giovani partigiani morti per restituire la Democrazia e la libertà alla nostra città e al nostro paese . Un colpo alla memoria  dei partigiani della Banda Corbara impiccati dai Fascisti ai  lampioni di Piazza Saffi il 18 agosto del 1944".  Il Ministro - dice la Cgil - "ha utilizzato il suo ruolo per andare oltre ai regolamenti Comunali, come il Sindaco Drei ha subito denunciato. Per un paese democratico questo è inaccettabile ed è un chiaro abuso di potere oltre che un forte richiamo agli anni più bui della nostra storia".