Romagna

Accessi al Pronto Soccorso: i numeri più alti a Rimini e Ravenna

I due dipartimenti di emergenza romagnoli hanno un numero di pazienti molto più alto rispetto a quelli degli ospedali bolognesi. La Regione istituisce un quinto codice d'urgenza

Fotoarchivio Migliorini
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13/maggio/2019 - h. 17.40

ROMAGNA - I dati degli accessi al pronto soccorso di Rimini e a quello di Ravenna sono i più alti della Regione. Al pronto soccorso di Rimini gli accessi nel 2018 sono stati 85.369 mentre a Ravenna sono stati poco meno: 84.655. In nessun altro dipartimento di emergenza di secondo livello, come sono appunto quelli di Ravenna e Rimini, si arriva a questi dati. Per dare un'idea dell'emergenza: al Maggiore di Bologna gli accessi sono stati 50.410 e, sempre nel capoluogo, al Sant'Orsola-Malpighi gli accessi al pronto soccorso sono stati 74.182. I dati sono stati resi noti oggi dalla Regione che ha presentato la nuova riorganizzazione degli accessi in Ps, uno dei principali punti critici della sanità. Con gli accessi aumentano le attese e il nervosismo dei pazienti, a volte sfogato sul personale sanitario. Non è un caso se le aggressioni a medici e infermieri sia ormai un argomento all'ordine del giorno. 

Va infatti tenuto presente che solo il 2,12 per cento delle persone che entrano arrivano al pronto soccorso è in “codice rosso” e il 18,25 per cento è giallo. Il restante è caratterizzato da urgenze a bassa gravità (i “verdi” o i “bianchi”) che potrebbero essere trattati in altro modo e non in urgenza. La Regione ora ha dedicato un piano da 7 milioni di euro per qualificare il personale sanitario che prevede in tutta la regione circa 130 assunzioni nel settore. Verrà aggiunto inoltre un quinto codice per il triage (“il “blu”) e tre livelli di intensità con invio diretto agli specialisti. La Regione preve una riorganizzazione degli spazi e della gestione dei posti letto.

Le nuove linee guida della Regione

La permamenza nel pronto soccorso dovrà rispettare standard precisi, con attese non oltre le sei ore, con massimo un'ora in più per i casi di maggiore complessità. Circa l'85 per cento delle attese oggi è contenuto in quello standard (più basso di quello nazionale, attorno alle otto ore) ma l'obiettivo è di garantirlo per tutti. L'accesso al pronto soccorso avviene ovviamente in modo non programmato e si alternano fasi di stress del sistema, causato da un forte afflusso dei pazienti, a fasi di afflusso ridotto.

Il nuovo sistema dei codici servirà a differenziare meglio i pazienti, in particolare quelli a complessità intermedia e avviarli al percorso più appropriato. Il codice blu sarà a bassa complessità, tra il bianco e il giallo. Ci saranno poi casi di complessità media (verdi e gialle) e ad alta complessità (i rossi).

Per la Regione, l'unica chiave per alzare i livelli performance del Pronto Soccorso è quello di “fare rete”. Tutto il sistema del pronto intervento deve creare un sistema virtuoso, secondo il nuovo piano, e altre unità operative (medicina d'urgenza, altre aree mediche e chirugiche), servizi (laboratori e radiologie) e le strutture coinvolte nei percorsi extra-ospedalieri tra cui le case della salute e gli ospedali di comunità. Allo studio spazi più confortevoli e funzionali per pazienti e operatori che possano aiutare operatori e pazienti.

I DATI 

Questi i dati degli accessi in Romagna nel 2018 che sono stati 449.934, così distribuiti: 84.655 Ravenna; 45.297 Forlì; 57.978 Cesena; 85.369 Rimini; 36.417 Lugo; 34.838 Faenza; 32.483 Riccione. Punti primo intervento: 4.566 Santa Sofia; 17.587 Cesenatico; 3.242 Bago di Romagna; 20.992 Santarcangelo; 7.901 Novafeltria; 18.609 Cattolica. A Imola gli accessi sono stati 48.414.