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Tour del leader di Forza Nuova in Romagna: polemiche dalla sinistra

A Ravenna e a Rimini si contesta la concessione di uno spazio pubblico a Roberto Fiore. Fn: «Questo è il loro antifascismo?»

Tour del leader di Forza Nuova in Romagna: polemiche dalla sinistra
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15/maggio/2019 - h. 16.35

Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, sarà in Romagna domani - giovedì 16 maggio - e scoppia la polemica.  Fiore toccherà tutte province romagnole partendo da Forlì in conferenza stampa ore 14, per proseguire a Cesenatico ore 16.30. Arriverà a Ravenna per comizio elettorale presso la sala comunale di via Aquileia 13 alle 19  aperta alla cittadinanza e per concludere a Rimini, sempre in comizio elettorale presso la Sala Buonarrivo, alle 20.30. 

A Rimini sono tredici le associazioni della galassia della sinistra, tra cui la Cgil provinciale, che hanno fatto appello alla Provincia affinché sia revocato la concessione della Sala del Bonarrivo dove Fiore terrà il suo comizio. «È intollerabile che delle forze dichiaratamente fasciste (e quindi fuori legge) occupino un luogo istituzionale per propagandare le proprie inaccettabili teorie. Sono stati superati tutti i limiti della legalità e della decenza».

A Ravenna Andrea Maestri (Possibile) si chiede se Fiore abbia firmato la dichiarazione prevista per avere la concessione di spazi pubblici, che prevede un impegno a favore della Costituzione e cotro il fascismo.  «Davvero - si chiede Maestri -  Roberto Fiore o chi per lui ha firmato simile dichiarazione? E se lo ha fatto, ci facciamo prendere per i fondelli e gli concediamo la sala? Ravenna città decorata Medaglia d'oro al valor militare per il contributo dato alla Liberazione e alla Resistenza non può accettare simile sfregio. E non si venga a dire che essendo un partito politico ammesso alle elezioni, le norme dello Statuto del Comune non si applicano: né la Costituzione e la sua XII disposizione finale, né lo Statuto del Comune di Ravenna sono sospesi durante il periodo elettorale, che anzi è momento delicato e richiede attenzione sul rispetto delle regole fondamentali della Repubblica. Il Sindaco revochi la concessione, il Questore vieti il comizio. Abbiano le istituzioni repubblicane la fermezza minima necessaria, la coerenza ed il coraggio di far rispettare la Costituzione».

La replica di Forza Nuova non si fa attendere. Desideria Raggi, responsabile provinciale di Forza Nuova Ravenna, attacca: «Quello stesso antifascismo, ridicolo e penoso, che attraverso i suoi pochi adepti sta tentando, già in queste ore, di bloccare la nostra iniziativa elettorale senza ricordare come la loro stessa Costituzione sancisca a chiare lettere il libero diritto di espressione e di opinione e di come un movimento legittimo che concorre alle tornate elettorali abbia il sacrosanto diritto di organizzare qualsiasi attività politica, prendendosi qualsiasi piazza, senza essere obbligato a firmare ridicole dichiarazioni antifasciste - e conclude -  Forza Nuova non ha mai firmato nulla e mai lo farà, i bollini antifa li lasciamo a voi da attaccare sulle vostre abitazioni».Dello stesso tenore le dichiarazioni di Mirco Ottaviani, responsabile di Forza Nuova di Rimini: «Stupisce come per i difensori delle libertà di tutto e di tutti la libertà finisca quando si parla di Forza Nuova e di un diritto sacrosanto quale quello di tenere un comizio elettorale a dieci giorni dalle elezioni europee alle quali siamo regolarmente ammessi. Un'eccezione ancor meno giustificata dal momento che la sala in questione è stata regolarmente richiesta e pagata anticipatamente dalla nostra segreteria».

Replica anche la Provincia di Rimini con il presidente Riziero Santi: l'ente  precisa e sottolinea che si tratta di un atto dovuto, espletato dagli uffici nel pieno rispetto  delle leggi e regolamenti vigenti, trattandosi di una formazione politica peraltro regolarmente ammessa alle prossime elezioni e di una manifestazione autorizzata dalle autorità competenti.  «Capisco chi si indigna - afferma Santi - io stesso lo sono, e faccio i conti con la difficoltà di spiegare la differenza fra un obbligo istituzionale e una opinione personale. Personalmente mi riconosco nei valori dell'antifascismo e sono contro la violenza in ogni sua manifestazione. Nel mio agire di uomo e di amministratore mi rifaccio al dettato delle leggi dello Stato e della Costituzione Italiana nata dalla lotta di Resistenza. Rimini è la città dei Tre Martiri e Medaglia d'oro al valore civile ed ha  strumenti e capacità per arginare ogni fenomeno antidemocratico. Detto questo mi impegno anche a rivedere, per quanto possibile e di mia competenza, le regole di concessione delle sedi di proprietà dell'ente che presiedo»..