La sentenza

La Cassazione ha deciso: vendere cannabis light è reato

Macigno sui piccoli imprenditori che avevano investito, anche in Romagna. "La vendita di questi prodotti non rientra nella filiera della canapa"

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30/maggio/2019 - h. 19.03

La Cassazione mette fuori legge la cannabis light. Una sentenza che farà disperare i tanti imprenditori che hanno investito negli ultimi due anni su questo business e che già a fine dicembre avevano subito un maxi sequestro di merce. La legge, hanno sempre detto gli imprenditori, mancava di chiarezza ma ora arriva la decisione delle Sezioni Unite Penali che dice che vendere prodotti derivati dalla cannabis light è reato. La legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti "derivati dalla coltivazione della cannabis" come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina. "Integrano il reato" previsto dal Testo unico sulle droghe (articolo 73, commi 1 e 4, dpr 309/1990) infatti, "le condotte di cessione, di vendita, e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante".

La commercializzazione della cannabis "sativa  L" non rientra quindi nell'ambito  della legge 242 del 2016", sulla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. Quella dei giudici è una informazione provvisoria a cui seguirà il deposito della sentenza con le motivazioni. I giudici osservano che la legge del 2016 . "qualifica come lecita unicamente l'attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole" che "elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati".