Bologna

Fattorino porta pizze si scontra con una Volante: morto

Aveva 51 anni ed era un "Riders". La Regione: "Subito diritti alla sicurezza anche per questi lavoratori"

Fattorino porta pizze si scontra con una Volante: morto
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10/giugno/2019 - h. 18.08

BOLOGNA - Un rider di 51 anni è morto in un incidente stradale avvenuto a Bologna nella serata di domenica. La morte dell'uomo scuote anche la politica, con l'assessore Patrizio Bianchi che sollecita il governo ad intraprendere una propria iniziativa per regolamentare l'attività dei riders. L'uomo viaggiava in scooter e si è scontrato contro un'auto della polizia in via del Lavoro, poco prima delle 22. Due agenti sono rimasti feriti in maniera non grave. L'uomo, originario di Foggia, lavorava per una pizzeria poco lontano dal luogo dell'incidente.  La dinamica precisa dell'accaduto è al vaglio della Municipale. Secondo una prima ricostruzione l'auto della Questura viaggiava su via del Lavoro e lo scooter si sarebbe si sarebbe immesso da una strada laterale. Il fattorino è stato soccorso dal 118, con un lungo intervento di rianimazione, ma è morto poco dopo l'arrivo all'ospedale Maggiore

L’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi, esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Mario Ferrara, morto questa notte a Bologna a seguito di un incidente stradale, mentre effettuava una consegna a domicilio. “Il diritto alla salute e alla sicurezza non può riguardare solo il lavoro subordinato, ma deve essere un diritto irrinunciabile per tutte le persone, qualsiasi tipo di lavoro svolgano- sottolinea l’assessore-. Come Regione avevamo iniziato a lavorare attorno a questo tema già un anno fa, per poi fermarci quando pareva che il Governo volesse intraprendere una propria iniziativa per regolamentare l’attività dei riders. Visto che fino ad ora questo non è accaduto, confermo l’intenzione della Regione Emilia-Romagna di riprendere in mano il percorso per garantire anche a questa categoria di lavoratori gli stessi diritti alla sicurezza, alla salute e alla certezza del salario”.