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Ravegnana Bis? Con un'alleanza bipartisan Forlì-Ravenna non è un sogno

Il sindaco di Forlì chiede la sponda a de Pascale per fare pressing in Regione. Il consiglio comunale di Ravenna la scorsa settimana ha approvato un odg che chiede anche una ferrovia

Ravegnana Bis? Con un'alleanza bipartisan Forlì-Ravenna non è un sogno
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20/giugno/2019 - h. 14.20

RAVENNA . Un'alleanza bipartisan tra la giunta di Forlì e quella di Ravenna per fare fronte comune sulla Ravegnana e ottenere un percorso alternativo? Chissà. Al momento, unendo i puntini, sembra non essere impossibie. Il sindaco neo eletto a Forlì, Gian Luca Zattini, chiede l'appoggio del ravennate Michele de Pascale per fare pressing comune in Regione e chiedere che il tema del collegamento tra i due capoluoghi sia posto come una priorità in Regione. L'occasione è il Prit 2025, il piano dei trasporti regionale in discussione in queste settimane a Bologna. Si aggiunga che a Ravenna è stato approvato da poco un ordine del giorno - votato da quasi tutto il consiglio comunale - che chiede un intervento sul tema a governo e regione. Insomma: la chiusura della strada, dal 25 ottobre scorso in seguito al tragico crollo della chiusa in cui perse la vita un tecnico, ha messo sotto gli occhi delle istituzioni locali la mancanza di alternative. Le difficoltà sarà quello di fare capire questo problema a Regione e, magari, Governo. Quelli che per intenderci dovrebbero mettere i fondi per la strada. 

La posizione di Forlì Quella della Ravegnana bis è "una sfida infrastrutturale urgente". A dirlo è il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, appena eletto con il centrodestra, che si rivolge al sindaco di Ravenna Michele de Pescale :"Lavoriamo in sinergia con Ravenna per portare a casa il risultato. Mi rivolgo al collega de Pascale con sincero spirito di collaborazione; sediamoci a un tavolo e troviamo una soluzione da sottoporre alla Regione Emilia-Romagna e attuabile in tempi che non siano biblici. Non è possibile che la maggior parte del traffico su due ruote tra Forlì e Ravenna transiti su una strada ridotta a un colabrodo". La Ravegnana Bis "non può essere ignorata nello scenario programmatico del PRIT 2025. Cominciamo a parlare di progetti esecutivi, perché il tempo non ci è alleato”.

 Il Prit è il piano regionale integrato dei trasporti che sarà adottato dalla Regione con orizzonte 2025.  Piano che struttura le maglie su due livelli: Rete, con percorsi di attraversamento e di mobilità regionale ad ampio raggio, e la Rete di Base principale, con percorsi a medio-breve raggio per l’accessibilità più locale. Di quest’ultima è parte la  Strada Statale 67 da Marina di Ravenna – interconnessione tangenziale di Ravenna – al confine con La Toscana il cui tratto in pianura che collega il porto industriale ravennate al casello autostradale di Forlì è meglio conosciuto come via Ravegnana. 

Il consigliere regionale della Lega Nord Massimo Pompignoli, forlivese, firmatario dell’emendamento che intende puntualizzare l’urgenza di “inserire nel piano regionale dei trasporti Prit 2025 la realizzazione di una variante alla SS 67 ‘via Ravegnana bis’ attraverso la connessione del tratto dell’E45 tra Ravenna e lo svincolo Standiana – Mirabilandia con l’uscita di Forlì Pieve Acquedotto, da definire a seguito di un progetto di fattibilità tecnico-economica”, aggiunge: “Lo stato manutentivo della Ravegnana è sotto gli occhi di tutti. I 17,9 km che la compongono sono un vero e proprio calvario in termini di viabilità. Le emergenze sono all’ordine del giorno e i blocchi stradali tengono letteralmente in ostaggio il traffico ordinario dell’arteria romagnola. L’ultimo in ordine di tempo, avendo determinato il divieto di transito tra Ravenna e la frazione di Longana, ha ipotecato i collegamenti tra le due città in condizioni di sicurezza e con tempi inferiori ad un’ora. Questo perché ogni eventuale percorso alternativo, composto da tortuose e strette strade di campagna, è gravemente sconnesso e pericoloso.”

Per il sindaco di Forlì Zattini la situazione è improcrastinabile: “La via Ravegnana, dal punto di vista infrastrutturale, è letteralmente anacronistica. Non ci sono piste ciclabili, non ha banchine, i marciapiedi scarseggiano anche nei centri abitati e dispone di una sola corsia per senso di marcia. I limiti di velocità ordinari di 70 km all’ora e di 50 km all’ora nei tratti residenziali di Ghibullo-Longana, Coccolia e Durazzanino sono inaccettabili se pensiamo che la Ravegnana è una strada extraurbana secondaria che collega i due capoluoghi di Ravenna e Forlì. I tempi di percorrenza dovrebbero essere dimezzati, lo scorrimento e la sicurezza del tracciato messi al primo posto nella progettazione di una variante. Mi auguro che questa Regione condivida le nostre intenzioni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Spero che lo siano anche gli altri".

La posizione di Ravenna La proposta potrebbe trovare sponda a Ravenna? Non è impossibile. La scorsa settimana il Consiglio comunale ravennate ha approvato un ordine del giorno bipartisan in cui oltre ad una strada alternativa di collegamente tra i due capoluoghi si chiedeva anche una infrastruttura ferroviaria.  Nell'Ordine del giorno si chiedeva al sindaco di  porre al governo e alla Regione "il tema di un nuovo tracciato per il collegamento stradale Ravenna-Forlì capace di sopportare anche il traffico di mezzi pesanti" e porre la questione del collegamento ferroviario "oggi inesistente, capace di sopportare anche il traffico commerciale".