Rimini

Museo Fellini: ecco come sarà. Gnassi: "Sarà il nostro Guggenheim"

I dettagli di uno dei progetti principali sul tavolo della giunta comunale. Primo stralcio approvato

Museo Fellini: ecco come sarà. Gnassi: "Sarà il nostro Guggenheim"
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07/agosto/2019 - h. 13.37

RIMINI - Il Museo Fellini comincia a prendere concretamente forma. La giunta ha approvato il progetto definitivo del primo de quattro stralci del museo che dovrebbe aprire nel 2020. Il percorso, iniziato nel 2017, prevede la realizzazione del più grande progetto museale dedicato al genio di Federico Fellini, un Museo del ‘tutto si immagina’, capace di restituire tutto quello che il cinema vuole essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto: stupore, fantasia, spettacolo, divertimento. Un Museo capace di interpretare il cinema del Maestro riminese non come opera in sé conclusa, ma come chiave per connettere tradizione e contemporaneità.

Il percorso per il completamento del museo 

Quattro gli stralci in cui è suddiviso l’intervento complessivo che il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha finanziato con 12 milioni di euro nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Culturali”. Accanto al primo stralcio oggi approvato nella sua fase esecutiva che, con un importo di 6.360.000 euro si occuperà della fase Allestimenti e installazioni, altri tre completano l’intervento complessivo: quello denominato Giardino del Castello (già realizzato); lo step dedicato a Accessi Museo Fellini – Castel Sismondo (in corso di esecuzione); il quarto suddiviso nel primo lotto Connessioni Urbane  e nel secondo Piazza Malatesta, entrambi in fase avanzata di progettazione. A questi si aggiunge un ulteriore intervento finanziato dal Comune di Rimini e finalizzato alla rifunzionalizzazione a uso museo di Palazzo Valloni - Fulgor e propedeutico all’intervento oggi approvato dalla Giunta. Da evidenziare come tutti gli interventi di riqualificazione urbana sono stati o saranno preceduti dal completo rifacimento dei sottoservizi esistenti, intervento seguito da Hera Spa in collaborazione con Adrigas e Enel. Dopo l’approvazione del progetto definitivo del I stralcio del Museo Fellini, il cronoprogramma prevede l’approvazione del progetto esecutivo nel mese di settembre 2019, la pubblicazione del bando di gara con procedura aperta nel mese d’ottobre 2019, l’inizio lavori tra fine inverno/inizio primavera 2020 per concludere l’intero intervento nell’autunno dello stesso anno.

Il progetto nei dettagli

Tre gli assi del suo sviluppoCastel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il cinema Fulgor; il terzo e ultimo asse è costituito da una grande area urbana, una vera e propria Piazza dei Sogni, che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane, farà non solo da tessuto connettivo ma da creativo ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico. Il progetto è finalizzato al recupero funzionale e relazionale di questa piazza, con la creazione di aree a verde, arene per spettacoli all’aperto, percorsi urbani di qualità che determineranno una visioni ed usi innovativi della parte storica tra le più significative della città, sia in termini di identificazione per i cittadini che di attrazione storico/turistica. Un’esperienza visiva e interattiva che caratterizza gli spazi della relazione quotidiana per residenti e ospiti.

Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo e tra questi alcuni snodi esterni, diventano così nel progetto luogo di una narrazione coinvolgente che utilizza, offrendo più livelli di lettura e di approfondimento, materiali documentari di diverso tipo: i film naturalmente, messi in relazione e fatti dialogare con altre fonti audiovisive (documentariintervistefilmati di repertorio). E insieme a questi i disegni – che tanta parte hanno avuto nel processo ideativo del Maestro - sceneggiatureepistolarispartiti, qualche oggetto di scena, costumi, a documentare anche la qualità e l’originalità delle collaborazioni e delle maestranze coinvolte in ognuno dei progetti di Fellini.

In questo senso il Museo Internazionale Federico Fellini si configurerà come un centro di interesse mondiale per tutto ciò che riguarda l’analisi e la fruizione dell’opera del Maestro e, allo stesso tempo, un polo culturale nella direzione di produzione di materiali inediti riguardanti le tematiche, le poetiche, le ossessioni artistiche, l’eredità cinematografica e intellettuale di Federico Fellini. Nel ‘cinemino’ ricostruito al secondo piano di Palazzo Valloni, un ‘calco’ del Fulgor originale, saranno proiettati senza soluzione di continuità, durante ogni giorno della settimana, i 24 film ufficiali diretti da Federico Fellini. In altri spazi del Museo, tra Castello e cinema Fulgor, avranno parte e spazio da protagoniste le circa 300 ore di filmati e montaggi inediti e esclusivi per il Museo riminese, ideati e realizzati da Studio Azzurro.

Il progetto si snoda omogeneamente e mette in relazione e sinergia, a favore di una riqualificazione interna e esterna che si sposa all’arte e alla meraviglia dello sguardo, precise linee d’intervento ispirate alla poetica e all’eredità culturale e artistica di Federico Fellini. Le soluzioni ad altissima tecnologia, per favorire processi immersivi dello spettatore, si intersecano nel castello, nel Fulgor, nelle piazze a meravigliose ‘macchine’ e installazioni in bilico tra l’età d’oro del cinema e anticipazioni di futuro. Da questo ‘incontro’ scaturiscono scenari di grande poesia universale che, attraverso sofisticati processi di realtà aumentata, vengono trasmessi e condivisi dai visitatori, non più chiamati solo a ‘guardare’ ma a ‘vivere’ completamente gli spazi. La sala della nebbia di ‘Amarcord’ con l’incontro con il nonno e quella del ‘Mare a Rimini’; le pagine del Libro dei Sogni che, grazie a un soffio, si spargono virtualmente nella stanza; il la grande ‘vela dell’acqua’, un enorme schermo cinematografico ‘liquido’ realizzato nella piazza con un progetto complementare e integrato; convivono come in un capolavoro di Fellini con il candore pauperistico della moto di Zampanò o le lanterne magiche o la sala delle altalene o la gigantesca ‘Sognante’ a riprodurre l’iconica posa di Silvia ne ‘Le tentazioni del dottor Antonio’ e che occupa una stanza intera di Castelsismondo o la sfilata dei costumi ecclesiastici dal film ‘Roma’.

A fare da ‘cornice’ a questo museo diffuso, non solo nei luoghi fisici, ma metaforicamente lungo secoli di storia (castello malatestiano, teatro verdiano, il liberty col Fulgor, la piazza moderna) le tecniche messe in campo per una rigenerazione urbana a fortissimo stampo creativo come il protiro a vestire sinuosamente il ‘cinema più famoso al mondo’ insieme all’enorme schermo retroilluminato e sul quale proiettare film e immagini.

Il sindaco: "Sarà il nostro Guggenheim"

Un Museo, dunque, inteso come centro della creatività, luogo di formazione e informazione, di ricerca e divulgazione, spazio espositivo innovativo, spettacolare e poetico, capace di elaborare e produrre nuove progettualità nel segno della visionarietà felliniana, del cinema, del rapporto con le arti, in dialogo permanente tra innovazione e tradizione. “Nelle nostre intenzioni - commenta il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi - il Museo Fellini dovrà avere lo stesso ruolo e centralità del Museo Guggenheim per Bilbao. Un motore e attrattore di cultura e d’arte, che ha l’ambizione di coprire un suo spazio preciso nella grande rete museale internazionale. Non sarà un sacrario immobile ma l’esaltazione dinamica e mai ferma dell’eredità più elevata lasciata dal Maestro: il ‘tutto si immagina’. Questo diceva Fellini, e questa sarà la chiave di questo museo diffuso. Una piattaforma su tre assi che potrà essere immaginata e interpretata da artisti di tutto il mondo. A questi geni, creativi di ogni provenienza e settore, sarà consegnata di volta questa chiave per un’interpretazione sempre differente dell’arte di ogni tempo e del mondo”. Il progetto ha avuto un importante contributo dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, posizionandosi come fulcro di un rilancio territoriale in grado di attirare nuovo turismo e cultura.