Rimini

Ha debiti con l'erario per 1,8 milioni di euro e intesta l'hotel alla moglie: tutto sequestrato

Un 51enne dal 2011 ha guai legati al mancato versamento dell'Iva. Ha tentato di raggirare il decreto del gip ma è stato sorpreso dalla Finanza

Ha debiti con l'erario per 1,8 milioni di euro e intesta l'hotel alla moglie: tutto sequestrato
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21/agosto/2019 - h. 12.28

RIMINI - I finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, nell’ambito dell’azione di contrasto ai fenomeni di evasione fiscale che producono effetti negativi per l’economia ed ostacolano la normale concorrenza fra imprese, ieri hanno portato a termine un’operazione di polizia economico-finanziaria, sottoponendo a sequestro una società che attualmente gestisce un hotel categoria due stelle, ubicato a Rimini, località Torre Pedrera. L’esecuzione del provvedimento di sequestro rappresenta l’atto conclusivo delle indagini dirette dalla locale Procura della Repubblica ed eseguite dal Nucleo di Polizia-Economico Finanziaria di Rimini nei confronti di un 51enne, con carichi pendenti per reati fiscali e fallimentari.

L’attività investigativa ha permesso di accertare che l'uomo. stava gestendo di fatto una società costituita in Rimini, le cui quote e la carica di amministratore erano state da lui fittiziamente intestate alla coniuge, di 43 anni, con la quale conduceva un hotel categoria due stelle, con 33 camere e 66 posti letto a Torre Pedrera. Il 51enne è attualmente imputato in un procedimento penale per reati di evasione fiscale, in quanto non ha presentato le dichiarazioni dei redditi ed Iva inerenti agli anni d'imposta 2011 e 2012 di una società a lui riconducibile, evadendo imposte per 450.381 euro.. A seguito di tale reato tributario, in data nel novembre 2015 il gip di Rimini ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente sino all’ammontare di euro 450.38, a suo tempo eseguito solo sulla somma di 7.892,52 euro.

I successivi accertamenti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Rimini, hanno permesso di accertare che il 51enne, avendo maturato un debito con l’erario che si stima essere superiore a 1,8 milioni di euro, ha intestato fittiziamente le quote e la carica di amministratore della società alla coniuge, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto e di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva. All’esito dell’attività investigativa, la Procura della Repubblica di Rimini ha disposto l’estensione del Decreto di sequestro preventivo emesso sulle quote sociali e sui beni strumentali della società gestita in forma occulta.

Nella giornata di ieri, il provvedimento è stato eseguito da militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini, che hanno sottoposto a vincolo giudiziario anche i conti correnti e somme in contanti.