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Una crisi di governo con epicentro la Romagna

Papeete, Festa dell'Unità, Meeting: mai snodo parlamentare ha avuto le radici più piantate nelle province romagnole

Una crisi di governo con epicentro la Romagna
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21/agosto/2019 - h. 15.42

Mai, nella storia recente della Romagna, una crisi politica ha avuto un epicentro tanto marcato da queste parti. Si potrebbe anzi dire che la crisi sia nata proprio qui, in riviera: il Papeete Beach è probabilmente il primo stabilimento balneare nominato in Senato nell'ambito di un dibattito politicamente drammatico come quello del 20 agosto. Lo ha evocato Matteo Renzi, ricordando le vacanze romagnole del suo omonimo Salvini. Di più: il Capitano è stato anche preso in giro per la piroetta che nel giro di pochi giorni lo ha spinto prima ad aprire la crisi e poi a tentare una mediazione in extremis. "Ha bevuto troppi mojito", lo hanno sfottuto dal Movimento 5 Stelle. E sia: di fatto la festa della Lega Romagna è diventata - dopo Pontida - forse uno degli appuntamenti più importanti per il popolo del Carroccio proprio per la presenza fissa di Salvini e di vari esponenti di primo piano del partito. Chissà se l'all-in del ministro dell'Interno è stato pensato proprio di fronte al bagno di folla - l'ennesimo - sul canalino di Cervia.

Secondo atto, come il secondo anno consecutivo della Festa nazionale dell'Unità a Ravenna. Molto è cambiato però rispetto al 2018: se la scelta della città romagnola allora era sembrata il simbolo di una forza politica sconfitta che si chiude nel suo fortino, quest'anno forse i toni saranno diversi. A prescindere da come finirà l'abboccamento con il Movimento 5 Stelle per un nuovo governo, è evidente che il Pd è tornato al momento ad essere una forza centrale nello schieramento politico. Ci sarà tra gli osptiti della manifestazione ravennate anche Romano Prodi – ad undici anni dall'ultima presenza – ovvero colui che ha invocato la possibilità, la necessità anzi, di una convergenza con i grillini. Così nel palco centrale si alterneranno i principali protagonisti della politica del centrosinistra: ci sarà Matteo Renzi, chiuderà il segretario Nicola Zingaretti. Evidentemente il dibattito sarà monopolizzato dall'esito delle consultazioni. Chissà se entro l'8 settembre – data della fine della Festa – sapremo se ci sarà o meno un nuovo governo.

In questi giorni però l'epicentro extraparlamentare ed extraquirinalizio della crisi potrebbe essere il Meeting di Rimini. Certo, rispetto agli anni berlusconiani il Meeting ha perso un po' della sua centralità. Enzo Moavero Milanesi – attuale ministro degli Esteri – nel pomeriggio del 21 agosto, a margine di un dibattito con Enrico Letta, ha osservato che l'ipotesi di una riedizione del governo giallo-verde resta in campo: “C'è la possibilità di una riedizione, così come di diverse maggioranze parlamentari, l'ambito della discrezione delle forze politiche in Parlamento è ampio, la direzione del Capo dello Stato ci incute soltanto fiducia”. Il Meeting, insomma, potrebbe essere il punto di riferimento delle forze più orientate verso il liberismo.

Rimane fuori dai giochi al momento il Movimento 5 Stelle. Ma chissà che lì non ci pensi il presidente della Regione Stefano Bonaccini che vede nella possibilità di una collaborazione a livello nazionale anche una buona occasione per ottenere l'autonomia chiesta dall'Emilia-Romagna. Un asse con i grillini, chissà, potrebbe tornare utile alle prossime Regionali dove il Pd si gioca tutto e il primo avversario è proprio la Lega Nord.