Rimini

Controlli dell'ispettorato del lavoro: centinaia di posizioni irregolari scoperte

I numeri diffusi sulla provincia di Rimini. La Cgil: "Nel settore turistico si raggiungono punte del 25 per cento dei lavoratori non in regola"

Controlli dell'ispettorato del lavoro: centinaia di posizioni irregolari scoperte
| Altro
N. Commenti 0

22/agosto/2019 - h. 15.45

RIMINI - Oltre 308 lavoratori irregolari, di cui 163 totalmente in nero. Sono numeri che dimostrano come il lavoro irregolare sia ancora una piaga presente nell'economia della provincia di Rimini e probabilmente della Romagna tutta. I dati arrivano dall'ispettorato del lavoro riminese: 440 aziende controllate, 308 posizioni irregolari. Ben 47 aziende - più del dieci per cento dunque tra quelle controllate - sono state sospese per utilizzo di lavoratori irregolari in misura superiore al 20 per cento del totale. Gli ambiti produttivi sono i più disparati: si va dai pubblici esercizi all’edilizia, dall’agricoltura alla mitilicoltura, dagli autotrasporti all’industria. "In aggiunta - scrive l'Ispettorato - , il contrasto ai fenomeni interpositori illegali che stanno interessando il territorio della provincia di Rimini e che insieme ai funzionari ispettivi di Inps e Inail, sono sempre più sotto la lente d’ingrandimento dell’Ispettorato del Lavoro di Rimini".

Nei giorni scorsi la Cgil aveva acceso un riflettore sul turismo: "Circa il 25% dei lavoratori nel turismo sono assunti in maniera irregolare. Tutto ciò avviene mentre si assiste, da un triennio, all'evolversi di una crisi del mercato del lavoro stagionale; se è vero che l'incrocio tra domanda ed offerta di lavoro evidenzia preoccupanti criticità (non solo nel turismo riminese). Su questo specifico punto, per i lavoratori stagionali del turismo e per riqualificare il lavoro rendendolo più appetibile, serve urgentemente un meccanismo d’indennità di disoccupazione che da un lato incentivi formazione e legalità e dall’altro garantisca continuità di reddito durante l’anno". La Filcams Cgil chiedeva quindi "un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio, come già  ribadito nel nostro manifesto per il lavoro nel settore del turismo sul quale più volte da diversi mesi abbiamo pubblicamente posto la necessità di avviare un confronto".