Romagna

Incidenti stradali, dati allarmanti: 202 morti in regione, a Forlì-Cesena le vittime sono raddoppiate

In crescita anche le persone decedute a Ravenna. L'osservatorio: "Colpa di alcol, distrazione e aggressività alla guida". Lo scorso anno le persone che hanno perso la vita erano 190

Fotorepertorio Paolo Genovesi
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02/settembre/2019 - h. 18.13

ROMAGNA - Sono molto preoccupanti i dati sull'incidentalità in regione. Che il 2019 fosse un anno infausto dal punto di vista dei morti sulle strade lo si era percepito in estate: tanti i giovani che hanno perso la vita. Ora arriva anche l'ufficialità sancita dall'osservatorio regionale che manda un bilancio dei primi otto mesi dell'anno: dopo anni in cui le vittime di incidenti erano in calo, nell'ultimo periodo il trend si è invertito. 

I DATI Al 31 agosto in tutta la regione i morti sono stati 202 (160 uomini e 42 donne). Lo scorso anno, nello stesso periodo, si contavano 12 vittime in meno. Tremendo il dato su Forlì-Cesena: da 18 morti si è passati a 33, l'incremento percentualmente più significativo della regione. Male anche Ravenna che è passata da 19 a 24 deceduti sull'asfalto. A Rimini il totale è invece in leggero calo (12 morti contro i 14 dello scorso anno) così come a Bologna (le 43 vittime registrate sono quattro in meno rispetto al 2018). Le vittime sono soprattutto automobilisti (84 in tutta la regione) seguiti da motociclisti (58, in crescita del 30 per cento), pedoni (30), ciclisti (19) e autisti di mezzi pesanti (11).

LE CAUSE Le cause principali? L'osservatorio segnala il mancato rispetto della distanza di sicurezza che è causa del 45% degli incidenti in autostrada. La grande imputata è però la distrazione che causa l'81 per cento degli incidenti. Un fattore che invece viene spesso poco sottolineato è l'abitudanarietà del percorso. Quanti di noi hanno sentito - o pronunciato - la frase "questa strada la conosco...": ebbene, questo è invece un fattore di rischio perché si tende a spingere l'acceleratore o a prendere sottogamba i pericoli (incroci, curve) del percorso. 

"Le forze dell'ordine - scrive l'osservatorio - affermano che è in costante aumento il fenomeno della aggressività tra i vari utenti della strada con insulti e minacce verbali e gestuali rivolte in particolare alle donne e agli anziani anche per futili motivi: ad esempio un contestato parcheggio, una ritardata partenza ai semafori.  La presenza di questa cosiddetta road rage – rabbia stradale è anche causa di mancanza di attenzione alla guida. Occorre non sottovalutare azioni che noi riteniamo piccole e insignificanti, ma che se svolte quando si è sulla strada possono essere molto pericolose per noi e per gli altri". Infine c'è, naturalmente, l'alcol: "Guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti incrementa il rischio di incidente del 35,9 volte e da recenti statistiche risulta che qualsi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti". Dal 2020 - ricorda l'osservatorio - arriverà l'alcol-lock che sarà obbligatorio nei veicoli di nuova produzione. Lo vuole una direttiva europea: se il conducente ha bevuto il veicolo non si accenderà.