Ravenna

Inchiesta della procura, sospesi i vertici di Autorità portuale

Il provvedimento cautelare notificato nell'ambito dell'affondamento del relitto Berkan B. Ancarani (FI): "Il progetto di approfondimento del canale rischia di saltare, si nomini subito un commissario"

Inchiesta della procura, sospesi i vertici di Autorità portuale

Il presidente di Ap Daniele Rossi

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10/settembre/2019 - h. 10.21

RAVENNA - I vertici di Autorità portuale sono stati sospesi con una misura interdittiva dal gip di Ravenna Janos Barlotti. Lo scrive il Resto del Carlino di Ravenna in edicola oggi. provvedimento arriva nell'ambito dell'inchiesta sul parziale affondamento nel canale Piomboni del relitto Berkan B.La misura colpisce il presidente Daniele Rossi, il segretario generale   Paolo Ferrandino e il dirigente tecnico Fabio Maletti: tutte e tre erano stati ascoltati in procura l'11 luglio e avevano rivendicato la correttezza del loro operato. L'ipotesi di reato è quella di inquinamento ambientale, abuso e omissione di atti d’ufficio. Ora si attende l'interrogatorio di garanzia dove, in linea teorica, lo stesso gip potrebbe anche revocare la misura Ora si attende l'interrogatorio di garanzia dove, in linea teorica, lo stesso gip potrebbe anche revocare la misura.

La sospensione arriva in un momento cruciale per il porto di Ravenna: si è nei mesi in cui dovrebbe partire il progetto di approfondimento dei fondali. Per questo l'inchiesta scuote la politica. Alberto Ancarani (FI) sostiene che se la sospensione non dovesse decadere «il rischio che tutto il lavoro fin qui svolto per l’approfondimento del canale Candiano vada in fumo è purtroppo concretissimo». 

Da parte nostra - aggiunge il consigliere comunale - «non vi è dunque alcuna valutazione sul merito delle motivazioni giuste o sbagliate della misura cautelare: non è compito della politica, ma dei difensori e della magistratura. La speranza è ovviamente che l’innocenza degli indagati venga provata al più presto e che le misure cautelari perdano efficacia con rapidità. Tuttavia non si può restare con le mani in mano mentre l’iter giudiziario prosegue senza un’interlocuzione  preliminare con il governo affinchè, qualora divenisse inevitabile la nomina di un commissario, egli avesse le caratteristiche professionali e “politiche” per poter portare avanti ciò che il Presidente Rossi e la sua squadra hanno fin qui prodotto, arrivando – è il caso di dirlo – a pochissimi metri dal traguardo. In questo senso è d’obbligo che il Sindaco si attivi quanto prima con le istituzioni competenti, perché il porto di Ravenna ha già perso troppe opportunità e ha subito troppi ostacoli per essere costretto ad aspettare anche un’eventuale ulteriore inerzia. Il Sindaco prepari dunque un piano B: l’opposizione sarà attenta e propositiva».

La reazione di Confindustria: «Le ombre che si allungano sul futuro del porto di Ravenna e delle attività estrattive rischiano di compromettere definitivamente la crescita e la competitività dello scalo, del suo indotto e di tutte le attività ad esso collegate. Confindustria Romagna aveva già chiesto e ottenuto per i prossimi giorni un incontro con l’amministrazione e i vertici dell’Autorità di sistema portuale, per chiarimenti sulla tempistica degli escavi dei fondali e sul continuo rinvio della pubblicazione del bando, più volte annunciato come imminente. Oggi, alle preoccupazioni già espresse per l’allungamento dei tempi di avvio del progetto hub portuale, si aggiunge l’allarme per la prospettiva di stallo dell’ente portuale e dei suoi effetti amministrativi: non possiamo permetterci uno stop proprio ora dopo anni di lunghissima attesa, a una settimana dalla conferenza dei servizi potenzialmente decisiva per il via libera. Il limbo in cui rischia di precipitare l’economia cittadina, tra il blocco delle attività estrattive che il nuovo Governo ha confermato nonostante i moniti di imprese e sindacati e l’azzeramento dei vertici dell’Autorità di sistema portuale, potrebbe avere molto presto effetti negativi sull’intero tessuto produttivo e sull’occupazione, impattando drasticamente su tutta la nostra comunità: perderemmo posti di lavoro, talenti e ricchezza. L’associazione chiede quindi lucidità e cautela a tutti i soggetti coinvolti, per trascinare insieme il porto di Ravenna fuori dalle sabbie mobili in cui sta soffocando».