Alfonsine

Chiusa una casa famiglia dalla polizia municipale: ospitava sette anziani

Era stata già giudicata inidonea ma continuava ad operare. Non aveva nemmeno l'allacciamento gas e utilizzava una bombola

Chiusa una casa famiglia dalla polizia municipale: ospitava sette anziani
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13/settembre/2019 - h. 16.19

Ancora una casa famiglia chiusa in provincia di Ravenna. Nella mattinata di martedì 10 settembre il personale della polizia locale della Bassa Romagna, insieme all'Ausl, è intervenuta presso una casa famiglia per anziani situata nel territorio comunale di Alfonsine, già oggetto di ordinanza di sospensione dell’attività da parte del settore attività produttive dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, constatando che era ancora in attività e ospitava sette anziani. Dalle verifiche compiute, sono state constatate irregolarità nella documentazione gestionale ed è emerso che la struttura non disponeva più della fornitura di gas di rete (distaccata dall’ente gestore) da alcuni mesi ma utilizzava una bombola in condizioni inidonee. In considerazione dell’inottemperanza a proseguire l’attività, sono stati attivati i servizi sociali allo scopo di reperire sistemazioni in strutture assistenziali idonee per gli ospiti.

“L’attenzione e la cura per le persone più fragili – dichiara il Sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani - sono una priorità indiscutibile e il lavoro degli ufficio dell’Unione dei Comuni e della Polizia Locale rappresenta una fondamentale forma di tutela a garanzia di servizi qualificati e attenti alla sicurezza personale. Lo sviluppo dell’imprenditoria sociale è  una forma di ricchezza di un territorio attento al benessere degli anziani e pertanto il rispetto delle normative e delle caratteristiche funzionali degli ambienti deve garantire un ambiente protetto e sicuro. A nome mio e dell’Amministrazione comunale ringrazio la Polizia Locale e gli Uffici territoriali per l’efficace lavoro svolto e per l’attenzione e la professionalità sempre dimostrata, a maggior ragione quando si parla delle fasce più deboli della cittadinanza”.