Imola

Sangiorgi non si dimette ma la maggioranza imolese è in frantumi

Riassunto di quanto sta succedendo: mezzo gruppo consiliare ha attaccato la sindaca e la giunta. "Incapacità politica". Difficile arrivare a fine consiliatura in queste condizioni

Sangiorgi non si dimette ma la maggioranza imolese è in frantumi
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19/settembre/2019 - h. 15.55

IMOLA - Manuela Sangiorgi non si dimette ma la maggioranza politica del Movimento 5 Stelle è in frantumi. Difficilmente in queste condizioni la prima giunta pentestellata della città potrà andare avanti fino a fine consiliatura. Per capire cosa sta succedendo a Imola è necessario tornare alla seduta consilare di martedì 17 settembre, quando un durissimo intervento letto da Fabrizio Favilli ha sancito ufficialmente la rottura. Favilli parlava a nome di altri cinque consiglieri del gruppo (Valeria Basile, Massimo Vasselli, Ermete Guerrini, Lorenza D'Amato e Annalisa Roda) che hanno annunciato le dimissioni da tutti gli incarichi in commissione - comprese le presidenze - e nei vari enti di rappresentanza. «D'ora in poi voteremo soltanto quanto coerente con il programma elettorale». I conti matematici sono presto fatti: dei 15 consiglieri della maggioranza uno - Fabiano Cavina - è passato alla Lega. Sei sono dissidenti: rimangono nel gruppo pentastellato ma non voteranno tutti i provvedimenti se non ne saranno convinti, a partire dal bilancio previsionale. Fedeli a Sangiorgi rimangono otto persone sui 24 consiglieri imolesi. Un'ampia minoranza. 

IL FUOCO AMICO Favilli ha letto un documento in cui si accusa la giunta di non aver rispettato molte promesse elettorali nonostante abbia goduto, sinora, «di un gruppo consiliare monolitico» che ha garantito «pieni poteri» alla sindaca. Non sono mancati giudizi pesanti - come quella di una «incapacità politica» che ha «alimentato le perplessità» dei consiglieri - e l'accusa di aver «disperso il programma» soprattutto nell'aspetto ambientale. Insufficienti per i consiglieri le decisioni prese sinora riguardo alla discarica, le richieste di chiarimenti ad Hera sullo smaltimento dei rifiuti e una «situazione indecente nella gestione del verde pubblico». 

Inoltre la mancata realizzazione di una società «in house» sul modello di Forlì per la raccolta rifiuti è un altro punto sottolineato. Non è mancato un appunto sulle «foto acchiapa-like in autodromo» a cui non è corrisposta una gestione soddisfacente degli eventi. Immancabile il passaggio sull'ampio turnover della giunta (cinque sinora gli assessori dimissionari) e in particolare un addio sembra aver scavato il solco: quello dell'ex assessore alla sicurezza Ezio Roi «costretti alle dimissioni». I consiglieri non vogliono «essere considerati corresponsabili delle politiche incoerenti di questa giunta».