Forlì

Aule piene per Hikma, l'associazione che studia il presente e sogna un festival di tre giorni con ospiti internazionali

Un gruppo di studenti ha dato vita ad una serie di iniziative a cui in tanti hanno risposto con entusiasmo. I promotori: "Vogliamo far breccia nel sistema accademico italiano"

Aule piene per Hikma, l'associazione che studia il presente e sogna un festival di tre giorni con ospiti internazionali
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28/settembre/2019 - h. 14.20

FORLì - "Hikma è un gruppo originale e innovativo di studenti, interessati e interessanti, che hanno scelto di fare dell'attivismo dinamico la via maestra delle loro esistenze." Con queste parole il neonato gruppo universitario Hikma si presenta sul suo canale ufficiale Instagram e già da subito pare voler fare le cose in grande per coinvolgere al dialogo e allo scontro critico gli interessati di scienze politiche e internazionali, studenti e non.

Venerdì 27 settembre la prima uscita ufficiale in gran stile, con l'organizzazione di una Accademia di Politica Internazionale negli ambienti del moderno Teaching Hub, il campus dell'università in viale Corridoni. A confermarci il successo dell'iniziativa è l'elevato numero di partecipanti: più di 700 gli studenti accorsi ad assistere ad un'esperienza che è unica in città. Come ci fa notare infatti Francesco Nobili, tra i fondatori di Hikma, "eventi di questo tipo mancavano all'interno della nostra formazione universitaria" e a Forlì più in generale. La novità riguarda principalmente il fatto che gli organizzatori sono, dal primo all'ultimo step, i giovani.

Quattro conferenze hanno permesso agli studenti partecipanti di confrontarsi con temi dell'attualità nel campo geopolitico ed economico. Con la partecipazione di professori ed esperti del settore, i temi trattati hanno spaziato dai rapporti Europa-Africa, alle relazioni tra Stati Uniti. Cina e Russia, passando per lo scenario più strettamente geoeconomico e infine per la conferenza incentrata sullo stato attuale della democrazia, in preparazione della quale gli studenti sono stati invitati a compilare un sondaggio online dove esprimere la propria visione su di un mondo in cui "l'ordine liberale pare sempre più in crisi" per poi tentare alcune proposte per rivitalizzare i diritti fondamentali e le libertà in politica.

Federico Martelli e Francesco Nobili sono i giovanissimi fondatori di quello che definiscono "un progetto ambizioso e qualificante": qualificante in quanto tenta di unire nozioni teoriche veicolate dai corsi universitari alle esperienze pratiche discusse dagli esperti, e ambizioso perché è solo il primo step verso una vera e propria "breccia nel sistema accademico italiano": lo scopo ultimo è, infatti, addirittura un festival di tre giorni con workshop e ospiti di fama internazionale.

L'appoggio delle istituzioni è fondamentale: in particolar modo quello dell'associazione Koiné. Da 25 anni principale punto di riferimento per gli studenti forlivesi, è supporter ufficiale del progetto. E ancora, quello dei docenti in quanto relatori e sostenitori morali ed organizzativi, come il professor Stefano Bianchini, referente del gruppo ed esperto in politica dell'est Europa all'Alma Mater Studiorum.

Ciò che cercano di realizzare i ragazzi è affiancare un approfondimento pratico alle nozioni più teoriche offerte dal corso di studi, che restano fondamentali. "Qui a Forlì noi insegnamo i contenuti" sottolinea la professoressa Giuliana Laschi, tra i relatori dell'Accademia. "Tantissimi ragazzi che hanno frequentato la vostra facoltà riescono ad entrare nelle istituzioni europee e sono loro i primi a dirci che l'aspetto pratico e burocratico si apprende sul campo, in secondo luogo qui veicoliamo il contenuto teorico che sta alla base."

Per la professoressa, cattedra Jean Monnet all'Alma Mater Studiorum e presidente del comitato scientifico del Punto Europa Forlì, un grande ruolo gioca anche la relazione diretta professori-studenti, resa possibile dalle dimensioni ridotte del Campus. E durante la giornata non ne è mancata l'occasione: durante il pranzo organizzato da Hikma al Jump Cafè, si è potuto discutere del nuovo ordine globale tra una fetta di erbazzone e un piatto di pasta. Oggi il gruppo organizzativo conta 7 membri, ma l'intento è quello di coinvolgere sempre più giovani interessati. Quindi vedete un futuro per Hikma? "Se avremo l'appoggio necessario, potremo farcela" confida Federico. La volontà, questa indubbiamente non manca.

Silvia Panini