Romagna

Massaggi a luci rosse, chiusi tre centri in regione: uno a Faenza, uno a Rimini e uno a Bologna

L'indagine ha portato all'arresto di cinque persone. A capo dell'organizzazione una coppia, marito e moglie

Massaggi a luci rosse, chiusi tre centri in regione: uno a Faenza, uno a Rimini e uno a Bologna
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01/ottobre/2019 - h. 18.26

Uno era a Faenza, l'altro nel riminese, un terzo a Bologna. Sono tre i centri tantrici chiusi in Emilia-Romagna in seguito all'indagine partita da Ancona che riguarda una cinquantina di ragazze che - secondo l'accusa - si prostituivano all'interno di nove centri olistici in tutta Italia. A gestire il centro nel Faentino era una 39enne. 

L’indagine è durata due anni e ha portato all’arresto di cinque persone e alla denuncia di una sesta. L’attività era secondo l’accusa guidata da un foggiano 40enne e dalla moglie di 33. Ci sono poi quattro donne iscritte nel registro degli indagati. L’accusa è di concorso in favoreggiamento della prostituzione per tutti e sei gli indagati mentre la coppia considerata ai vertici dovrà rispondere di induzione alla prostituzione perché promettevano sui siti specializzati guadagni fino a 2.500 euro al mese, reperendo giovani ragazze italiane. L’organizzazione fatturava centinaia di migliaia di euro l’anno e, pur promettendo la sola pratica olistica, esercitava attività sessuali dopo aver addestrato le ragazze.

I massaggi tantrici che venivano insegnati prevedevano il contatto corpo a corpo, con cliente e massaggiatrice entrambi nudi. Secondo gli investigatori però tale tecnica sfociava poi – come emerso da alcune intercettazioni e filmati- in rapporti sessuali. Il sesso non veniva mai menzionato esplicitamente ma tutti i clienti si rivolgevano, per la procura, a quei centri massaggi ben consci del servizio che avrebbero ricevuto. La clientela era in gran parte di fascia economica agiata. Le ragazze lavoravano con partita Iva e di solito non erano impiegate nella loro città, convinti dai due che quei massaggi a luci rosse fossero perfettamente legali.

. Il massaggio durava circa un’ora e il cliente pagava in anticipo 100 euro di cui 40 andavano alla ragazza e 60 ai presunti gestori. L’attività avrebbe fruttato ai coniugi circa 30mila euro al mese. Tra i clienti c’erano anche donne per il cui massaggio con happy end avrebbe provveduto il gestore.