Rimini

Tra legionari e aztechi: torna il festival del mondo antico

A Rimini dall'11 al 13 ottobre l'appuntamento con il passato. Anteprima venerdì 4 con la ricostruzione del volto di Sigismondo Pandolfo Malatesta

Tra legionari e aztechi: torna il festival del mondo antico
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02/ottobre/2019 - h. 19.33

RIMINI - La città si prepara ad accogliere dall’11 al 13 ottobre la nuova edizione, la XXI, del Festival del Mondo Antico, la rassegna di conferenze, incontri e spettacoli nata nel 1999 con il titolo di Antico/Presente da un’idea di Marcello Di Bella. Creato con l’obiettivo di valorizzare il distretto dell’antico costituito dal territorio provinciale con la sua rete di musei e di emergenze storico-artistiche e monumentali diffuse, il Festival è oramai divenuto un esempio di patrimonio immateriale, veicolo per la promozione e la valorizzazione del patrimonio tangibile di testimonianze originali e identitarie dalla preistoria (quale la civiltà villanoviana di Verucchio) all’epoca romana (con Ariminum e il suo patrimonio di monumenti e di siti archeologici) fino al Rinascimento, splendido erede della stagione classica.

La rassegna si rinnova a ogni edizione esplorando argomenti sempre diversi, in un’ottica diacronica e interculturale, anche attraverso linguaggi adatti a coinvolgere le varie fasce di età a iniziare dai giovani. In più giornate di full immersion si snoda un itinerario di incontri dal taglio sia scientifico che divulgativo, con esperienze diversificate nel linguaggio e nelle forme di comunicazione. E con un’opportunità in più per le famiglie: la possibilità di fruire parallelamente di proposte per gli adulti e per i ragazzi, sempre nell’ottica della divulgazione.

L’edizione 2019 dal titolo Il Genio del Fare. Mestieri e talenti si propone di trattare un argomento attuale e scottante quale quello del lavoro, una necessità dell'individuo e delle collettività che percorre tutta la storia dell'uomo e che oggi attraversa una critica stagione evolutiva, condizionata dalle nuove tecnologie e dalla rivoluzione robotica alle porte. Nello spirito del Festival – leggere il passato per comprendere il presente e costruire con maggiore consapevolezza il futuro – il tema del lavoro sarà affrontato privilegiando la dimensione sociale e creativa, con uno sguardo rivolto verso i mestieri “antichi” e con un'attenzione particolare al lavoro nell'ambito dei beni culturali, portando alla ribalta le esperienze di chi ha saputo coltivare la propria passione. L’argomento-guida spazierà attraverso le epoche e sarà affrontato da molteplici punti di vista, fra storia, arte, archeologia, letteratura, filosofia, scienza, economia…

Il Festival propone tre giornate di incontri (11 – 13 ottobre) arricchite da un’anteprima nel week precedente (4 – 6 ottobre) che crea un trait d’union con l’edizione 2018 dedicata alle celebrazioni malatestiane: il primo incontro, venerdì 4 ottobre, è riservato infatti alla ricostruzione del volto di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

A Tito Boeri è affidata la lectio magistralis sul tema Vecchio e nuovo populismo che, venerdì 11 ottobre, aprirà ufficialmente l’edizione 2019 alle ore 18.00 nella Sala del Giudizio del Museo della Città.  lli.

Il Festival offre la cornice anche per un’anticipazione delle tante iniziative che Rimini dedicherà a Federico Fellini nel 2020, anniversario del centenario dalla nascita del grande regista. Ed è l’occasione per “scoprire”, nei numerosi percorsi guidati, aspetti meno consueti della città, dei Musei e dei suoi monumenti, anche aprendo porte finora chiuse al pubblico, come quelle del cosiddetto “Galli multimediale” o partecipando alle “colazioni con le opere”, in cui, dopo un dolce inizio mattutino, narratori “d’eccezione” accompagnano lungo percorsi tematici nella Sezione archeologica del Museo della Città.

All’insegna del “dolce” anche le proposte al Museo degli Sguardi. Raccolte etnografiche di Rimini che domenica 13 ottobre, a iniziare dalle ore 16.30, accoglierà un incontro sulle meraviglie della produzione artistica azteca, a cura di Davide Domenici, e, a seguire, una degustazione di cioccolato, il “cibo degli dei” e una visita guidata tra le sale del Museo con Monica Farneti.

Ancora una volta il Festival consente di illuminare aspetti meno noti o nascosti del patrimonio offrendone una lettura di volta in volta coerente con il tema dell’edizione. Un Festival non solo di parole e incontri ma anche di oggetti e luoghi che narrano le loro storie con linguaggi alla portata di tutti. Quale quello della rievocazione storica e dell’archeologia ricostruttiva cui attingono le proposte della Legio XIII Gemina-Rubico presente nelle tre giornate del Festival con incontri sul mestiere del legionario, sul tempo dell’otium per i Romani, e sulle macchine da guerra che vedrà la ricostruzione di un onagro per assedio, illustrata da uno dei massimi studiosi di storia militare, Giovanni Brizzi (domenica 13 ottobre Museo della Città, giardino Khaled al-Asaad ore 15.30).

Ancora Giovanni Brizzi dialogherà con Franco Cardini sul tema Servo e padrone, in un incontro sulla trasformazione del mondo servile tra età romana e medioevo (sabato 12, Museo della Città ore 10.30). Trai protagonisti della giornata di sabato citiamo inoltre Antonella Prenner che punterà l’attenzione sul lavoro di ginecologi e di ostetriche nel mondo nell’incontro Medici e medicina nell’antichità (Museo della Città ore 17.00); Egidio Ivetic che racconterà di una storia millenaria di rotte e traffici, guerre e convivenze per comporre il ritratto di una civiltà che si è fatta sul mare, grazie al mare  (I mestieri dell’Adriatico ieri e oggi, Museo della Città ore 18.00)Lucio Russo con l’incontro serale dal titolo Il genio del fare. Scienza esatta e filologia classica in dialogo con Antonella Prenner (Museo della Città ore 21.00).

La mattina di domenica, Maria Giuseppina Muzzarelli affronterà il tema del lavoro delle donne nel Medioevo, avanzando ipotesi sviluppate dal confronto fra interpretazioni date per acquisite e nuove letture (Museo della Città ore 10.30) mentre Maria Michela Sassi parlerà del “mestiere” del politico nella polis democratica greca (Museo della Città ore 12.00)

Gli appuntamenti pomeridiani nella Sala del Giudizio si aprono alle 15.30 con un incontro a più voci intorno al mestiere dell’archeologo: Andrea Augenti condurrà  viaggio dietro le quinte dell’archeologia per capire se il mito di Indiana Jones rispecchia fino in fondo la realtà, per poi lasciare la parola ad Annalisa Pozzi, funzionario archeologo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali presso la Soprintendenza ABAP di Ravenna, che presenterà i risultati delle più recenti indagini condotte a Rimini insieme ai rappresentanti delle società archeologiche incaricate degli scavi.

Alle ore 17.00 Lia Celi condurrà il confronto Mestieri e passioni, un dibattito sul mercato del lavoro nell’ambito dei beni culturali, con Mauro Felicori, che porterà la sua esperienza nel dirigere un complesso storico artistico straordinario quale la Reggia di Caserta, dalla quotidianità ai grandi eventi, e con Cristiano Croci e Luca Mandolesi in rappresentanza dei giovani che si scontrano con le difficoltà di entrare in un settore non considerato ancora propriamente economico e che utilizzano le nuove tecnologie. Marino Niola, Andreas M. Steiner, Brunella Torresin, Sergio Valzania, con la conduzione di Valeria Cicala, attraverso il racconto del loro vissuto di giornalisti, mostreranno come sono mutate la comunicazione e la divulgazione della cultura (Il mestiere del giornalista tra passato e presenteMuseo della Città ore 18.30)

Il programma si conclude con la presentazione del volume di Elisabetta Moro Le Sirene e l’antichità (Domus del Chirurgo ore 19.00) dedicato a queste mitologiche creature che  continuano ad affiorare alla superficie della contemporaneità dai gorghi del nostro immaginario 

A fianco delle iniziative per gli adulti, torna sabato 12 e domenica 13 Piccolo Mondo Antico Festival che si rivolge ai più giovani con proposte nuove, inerenti il tema dell’edizione, ma anche appuntamenti già collaudati. Il tutto all’insegna del gioco, della creatività e del divertimento, in una narrazione che non potrà prescindere dall’esperienza e dal coinvolgimento plurisensoriale.

Rimanendo fedele alla propria vocazione, la manifestazione coinvolgerà anche quest’anno, oltre a quelli di  Rimini, i musei di Cattolica, Riccione, Verucchio e Santarcangelo, a disegnare un ricco scenario di appuntamenti per adulti e ragazzi.

Il Festival inoltre, a testimonianza dell'impegno da sempre profuso dai Musei di Rimini per coltivare l'educazione al patrimonio nelle giovani generazioni, nella giornata di apertura dedicherà, al mattino, alcuni appuntamenti alle Scuole e, al pomeriggio, uno spazio (Museo della Città, Sala del Giudizio ore 16.30) ai ragazzi protagonisti del progetto di alternanza Scuola/Lavoro “RIMINI. Notizie dal Rinascimento. Sigismondo Pandolfo Malatesta e la cultura della modernità” fra i vincitori dell’VIII edizione del concorso “Io Amo i Beni Culturali” della Regione Emilia-Romagna. Ideato da Michela Cesarini del Liceo “Cesare-Valgimigli” e da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti dei Musei di Rimini, il progetto ha coinvolto in qualità di partner la Scuola secondaria di 1° "A. Marvelli", l’Ente Diocesi e Icaro Communication nell’intento di sensibilizzare i ragazzi sul patrimonio culturale della loro città, per valorizzare un capolavoro del Rinascimento quale il Tempio Malatestiano e le opere custodite al Museo, producendo un video-racconto in cui emerge la modernità delle scelte artistiche e culturali di Sigismondo e il primato di Rimini fra le corti italiane.