Romagna

Turismo: crollo a Riccione e nei lidi ravennati, in crescita ovunque l'entroterra

Rimini e Ravenna città d'arte in crescita. Mentre la costa appare in stallo alcuni piccoli comuni collinari conoscono crescite a doppia cifrra

Turismo: crollo a Riccione e nei lidi ravennati, in crescita ovunque l'entroterra
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03/ottobre/2019 - h. 20.03

Soffre il turismo in Romagna. A vedere i numeri provinciali, appena pubblicati dalla Regione e aggiornati a fine agosto, si potrebbe dire che Rimini si conferma, Ravenna cala e il Forlivese è in stallo. Tuttavia sono molte le sfumature all'interno dei vari territori. A Riccione, ad esempio, si assiste ad un calo dei turisti del 5,3 per cento (che si traduce in una flessione dello 0,3 nei pernottamenti) mentre Rimini cresce del 6,2 per cento (+1,3 per cento nei pernottamenti). Cattolica è in leggero calo (-0,4%) mentre Bellaria e Misano conoscono una crescita degli arrivi dell'1,3 per cento. In provincia di Rimini sono arrivati nei primi otto mesi dell'anno 3,07 milioni di turisti.

Non brilla Ravenna: se gli arrivi sono in aumento in provincia (+0,2%), i pernottamenti sono in calo (-1,9%). Inoltre i due territori turistici per eccellenza – il capoluogo e Cervia – non mostrano numeri in forte aumento. Nella Città del Sale gli arrivi sono aumentati dello 0,7 per cento ma le notti sono diminuite del 2,4. Tradotto: arrivano più turisti ma soggiornano meno. Ma il campanello di allarme si accende soprattutto sui lidi ravennati dove si assiste ad un calo dei turisti del 3,5 per cento con una flessione corrispettiva sulle notti dell'1,5 per cento. La città invece funziona: arrivi in crescita (+3,3%) anche se i pernottamenti diminuiscono dello 0,9 per cento. Pur se con numeri assoluti non da capogiro, è interessante notare l'ottima performance di Faenza (+4,9%) e Riolo Terme che cresce di oltre il 10 per cento e passa da 9mila a 12mila arrivi in otto mesi. I turisti totali in provincia a fine mese sono stati 1,2 milioni.

Si fermano a 920mila i turisti che sono arrivati in provincia di Forlì-Cesena, con un calo dello 0,2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Cesenatico da sola vale 492.588 persone: il dato è in leggero calo (-0,4%) rispetto allo scorso anno che si traduce in una flessione dello 0,7 per cento sui pernottamenti. Crescita a doppia cifra per i comuni dell'Appennino (+12,9%) e della collina forlivese (+10,1%). Un po' come nel Ravennate l'entroterra, pur se con numeri ovviamente molto più piccoli rispetto alla costa, è in crescita. Da segnalare la crescita dei pernottamenti a Forlì: +7,8 per cento.

E Imola? Il fronte del turismo sembra ancora lontano dall'essere sviluppato, nonostante le potenzialità. Mentre Faenza (con cui è stato siglato un accordo che ha dato vita alla società di promozione IF) è in crescita, il comune imolese conosce una flessione dell'11 per cento sugli arrivi. Boom invece a Castel San Pietro Terme che passa da 26mila a 38mila turisti, con una crescita del 13 per cento sugli arrivi e del 15 per cento sulle presenze. Sono numeri piccolissimi ma è da segnalare anche il caso Dozza: la città del muro dipinto con i suoi 1.195 turisti ha conosciuto una crescita del 12,9 per cento. Un terzo è composto da stranieri.